venerdì 29 ottobre 2010

Ma non esisteva la SIAE?

Prendiamo una canzone a caso:"Estate" di Bruno Martino:



Ecco,una bella canzone italiana,siamo d'accordo,peccato che la qualità della canzone non serva per far desistere le persone,qualcuno li definisce artisti("E ce lo cachi che sei un artista!"cit.),da farne delle cover.Volete un esempio?Vi accontento,ma dovete accettare le conseguenze:



Ecco,questo è un piccolo esempio(da notare che la Ferreri ha fatto un intero cd con cover di questo livello tra cui si può ascoltare anche:"Ciao Amore Ciao","Con una rosa","Il mare verticale","Ma il cielo è sempre più blu","E di amare te","Besame mucho" e altre)di come si possa stuprare una canzone;c'è da dire anche che questo è niente in confronto a certe interpretazioni di individui sconosciuti che vanno in televisione ai vari talent show,ma lì il problema è principalmente di chi "sceglie" le canzoni e le mette in pasto a ragazzini e ragazzine che non sanno cosa cantano e ascoltano.Canzoni stupendamente profonde stornellate così allegramente da far venire la pelle d'oca dal raccapriccio.Arrangiamenti concepiti da musicisti(?)senza alcun senso,urletti messi a caso che prendono alla sprovvista!Bene,dopo tutto ciò mi chiedo:ma come è possibile uno scempio del genere?Come è possibile che venga firmata la disponibilità di usare una canzone per una violenza gratuita?Ma non esistevano i diritti d'autore?Mah,forse anche loro(i diritti d'autore)vanno a puttane come tutti(ogni riferimento a fatti e persone è casuale).
Avrei finito(o forse non ho mai iniziato),ma non posso essere così cattiva nei confronti della musica e chiudere così,con l'amaro in bocca,per questo vi lascio con una Cover degna di tale nome(vabbé che sono di parte).Buon Ascolto!

N.



Quando avevo sedici o diciassette anni, a quelli che si indignavano per pallide cover dance di pezzi storici e bofonchiavano che avevano rovinato il pezzo, rispondevo giuliva niente affatto, l'originale rimane sempre dov'è! Ecco: negli ultimi anni ho cominciato a capire a cosa si riferivano.
Sembra siano tempi duri per chi fa musica, è già stata partorita qualsiasi trovata e inventarsene di nuovo è arduo. Sarà forse per questo che chiunque sotto il culo sta covando una cover? Farò due esempi sulla bocca di tutti.
Giusy Ferreri doveva proprio prendersela con Rino Gaetano, con tutto quello che significa per gli amanti di cotanta anarchia vocale? Non c'era qualcuno di più immediato e inflazionato da accaparrarsi? Pare di no. Lui cantava per esprimere un lamento, una protesta, un moto d'indignazione, una preghiera, una poesia, un acuto di rabbia. Lei si diletta a usare la voce e la tira come il collo di una gallina senza sentire e interpretare l'intensità del testo.
Vasco Rossi deve ancora tenere il microfono in una mano e la patta aperta nell'altra? Il talento di quest'uomo si è esaurito vent'anni fa ma continua ad attingere a quello che rimane, rivolgendo odi a minorenni che sculettano nei pezzi più accorati o facendo eeeeh! in quelle più esaltanti.
Creep cosa gli aveva fatto, stavolta? Una canzone che ha saputo far sognare generazioni stravolta con un testo che parla dei cazzi suoi e niente ha a che vedere con l'originale significato: ma perché?
La cover più sconcertante io l’ho sentita in uno dei postacci eterotopici dove lavoro da anni. Voce limpida, atmosfera lounge: era lo stupro di God save the queen.
Ora, ammetto che un pezzo storico del punk possa essere reinterpretato in chiave tranquilla e sensuale. Quello che mi deprime è ascoltarla sulla radio di un centro commerciale, tra clienti lobotomizzati e straborghesi. Un testo così in un posto così? Avrebbero mai avuto la faccia tosta di proporre una versione italiana?
No, va bene solo perché nessuno si soffermerà a tradurla e dello sputo in faccia che l'originale voleva significare non c'è traccia. Squallido spacciarla per un pezzo trendy mentre acquisti jeans Guess e portachiavi di Renato Balestra.
Al bando le cover prive di coscienza critica, viva quelle di canti anarchici, pezzi punk che diventano ancora più veloci, cantautori che omaggiano l’irriverenza di Dalla e la passione della Pravo.

Sdegnosamente vostra,
S.
 

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