lunedì 17 ottobre 2011

Roba da ascoltarsi 4 album in 3 ore- pt. 3

Allegri lettori, buonasera, debbo ritrattare!
Mi ero illusa se pensavo di poter recensire qualsiasi cosa passasse per le mie orecchie. La roba è tanto, il tempo ci sarebbe pure, ma sono in un periodo di produttività stupenda, come mi pareva di avervi accennato, e ho ottottaquattromila progetti per la testa. Devo arrangiarmi con l'arte della sintesi e della selezione.
E poi, seriamente, a chi frega qualcosa di Non taggarmi nelle foto, la mia vita non mi piace, o dello split degli Anti-Pasti e degli Exploited, sinceramente trascurabile per quanto datato?
Ragion per cui parlerò solo degli ascolti interessanti, che tradiscono le aspettative, che superano ogni aspettativa, o che mi disgustano in maniera matta e disperatissima. Degli album e degli artisti che hanno qualcosa da dire. Non perdiamoci in preamboli. Ripartiamo!


Ripartiamo con il colpo di fulmine dell'anno corrente. E' l'ep L'adolescente dell'Orso (degli Orso? mah), scoperto per caso, come sempre capita, cliccando pigramente su una canzone addata su facebook da Breakfast Jumpers. E ho riconosciuto immediatamente il sound, quello che ti dà la scossa, quello che vuoi t'accompagni da Massy a Bievres a Chatelet Les Halles, di treno in treno. Una manciata di canzoni che avevi dentro da tempo, e a cui non sapevi dar voce. Nostalgiche, delicate, noncuranti, raccontano di sentimenti giovani e acerbi, confondendoli tra le birre del pakistano e la ricarica sulla Postepay. Una trackist lastricata di gioielli. Ascoltateli!
Voto 10 




Era da tempo che avevo quest'album parcheggiato nella cartella dei download. Ascoltati sommariamente anni fa, mi avevano lasciata tiepida. Ci avevo riprovato con Punk rock rarities, amore a primo ascolto. Dopo svariato penare per trovarlo in rete (è scandaloso per pietre miliari di questo calibro), eccomi all'ascolto questa sera. Un album strepitoso, come sembra dicano tutte le enciclopedie musicali. Energia, ironia caustica, voci scanzonate e spavalde che sembrano battersene il culo di tutto e di tutti, strumenti cattivi e veloci. Gran bell'anno in cui avere vent'anni, il '77.
Voto 9



Li avevo anche visti suonare, i nostri amici genovesi, ma non ricordo nulla di cui prender nota. Nell'ultimo anno li ho sentiti parecchio frequentando un sordido covo di anarchici, e il sample di una canzone dei Beasties mi aveva veramente colpita. Ma mi erano ancora parsi i soliti cazzari sputarime da periferia, e in quel campo sono disposta ad ammettere solo l'esistenza dei Gente De Borgata. Ma a riascoltarli adesso, che certe frequentazioni me le sono lasciate alle spalle e sembra mi arrivi anche più ossigeno al cervello, li sto rivalutando. Si, non è tutto imperdibile, ma alcuni pezzi hanno ottimi testi e rabbia da vendere. Chissà se riuscirò ad andarli a risentire.
Voto 7



Gli Specials normalmente, a meno di non essere un amante del genere fin dagli albori, li conosci grazie a una pubblicità che passa A message to your Rudy una volta al giorno. Investita quest'autunno dalla febbre per lo ska, ero pronta a scoprire che oltre al motivetto ultranoto, i Nostri hanno sfornato ben altro. La strada davanti è ancora lunga per conoscerli minuziosamente, ma l'ascolto d'esordio non ha tradito la fibrillazione dell'attesa. Divertenti, mai monotoni, con su delle voci irresisitibili, godibili nella ballata come nel pezzo a bagno nel punk, meritano davvero una full immersion completa. Comincerò presto.
Voto 7 e 1/2



  Esiste un amore più viscerale, folle e istintivo di quello che nutro per Jimmy Pursey? Dio abbia in gloria Marco che me li ha fatti ascoltare, riascoltare e ricominciare daccapo. Gli Sham sono stati la colonna sonora della nostra amicizia in un periodo magico. Scivolare sulla statale di Nizza  mentre Borstal breakout in un'indimenticabile extended version pompa al massimo dallo stereo ancora, ancora e ancora è un'emozione che credo non ricapiterà.
Gli Sham per me rappresentano uno di quei gruppi che ancora prima di aver ascoltato a dovere adori ardentemente, di cui ti stampi foto 18x 40 al muro della camera in mansarda per farti coraggio nei giorni che richiedono cazzutaggine. Esattamente com'è stato per Patti Smith 5 anni fa. E il merito di questo amore straordinario, con buona pace del resto del gruppo, va allo straordinario frontman, un animale da palco come ne nascono pochi, con una voce mai più così carismatica, ruggente, dannatamente sexy. E' il Kat Bjelland dell'Oi. Irripetibile.
Detto questo, spendo qualche parola sull'album: preferisco il secondo, ma come esordio spacca decisamente il culo a tutti i colleghi della scena. Diversi di questi pezzi diventeranno epocali, e la rabbia che li attraversa è una scarica elettrica. I live sono pure ghiottonerie!
Sono pronta a camallarmi centinaia di chilometri, tragitti al buio per trovare il Crash e dormite all'addiaccio per poterli vedere a febbraio.
Voto 9

Stasera ho puntato sulla qualità, pochi album e grandi artisti! Alla prossima puntata, con ammmore

S.

On air: The La's





2 commenti:

  1. Mi piace la scelta di scrivere solo di roba ottima o pessima, rende tutto molto più interessante!
    E' proprio scritta col cuore l'ultima recensione!

    N.

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  2. Grazie cara, era molto sentita e sono contenta che le mie parole lo trasudassero :D E tornerò, I promise!

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