martedì 6 dicembre 2011

C'è due senza te

Salve cari lettori, era da tempo che aspettavo di scrivere ciò che sto per scrivere, quindi bando alle ciance e olio alle dita.

Era da settembre o forse ottobre che aspettavo questo giorno, il tre dicembre, giorno del concerto di Dente a Eboli (ebbene ora lo dico) al c2o per, finalmente, riuscire a rivedere il nostro beniamino all'opera con il nuovo bellissimo cd Io tra di noi, che non scrivo tanto per, ma come definire altrimenti tale lavoro ascoltando perle come "Io si" , "Due volte niente", "Casa tua", "Pensiero associativo" o "Rette Parallele"?
Il biglietto io, ovviamente, lo prendo in prevendita due mesi prima per non rischiare di restare fuori, i miei amici rischiano e gli va pure bene trovando posto e tanta pazienza. Nonostante la pioggia che minaccia la mia sanità mentale e il nostro viaggio (dieci minuti, in realtà) arriviamo lì presi dall'entusiasmo smontato subito dalla partita che trasmettono nella zona bar del centro culturale.(Piccola osservazione: posso capire gli organizzatori che hanno voluto compiacere gli amanti del pallone bianco e nero, ma non siamo lì per un concerto? Perché io devo farmi chilometri per aspettare venti uomini  che inseguono un pallone? Io voglio il mio concerto senza aspettare quasi due ore!) Il posto era per me noto grazie al concerto di Brunori Sas e degli Offlaga Disco Pax (non sono sborona), non ci sono molti posti in zona che organizzano concerti del genere, purtroppo, mentre per i miei amici no, quindi giriamo un po' e troviamo uno stand (non credo sia la parola esatta) di abiti e accessori vintange molto carino, poi aspettiamo fuori, tra una sigaretta, una foto mal riuscita e una chiacchiera che si apra la porta della stanza in cui dovrebbe esserci il concerto. Ci accorgiamo che si può entrare perché c'è una transumanza di gente che noi, ovviamente, da buone pecore, seguiamo e ci ritroviamo davanti ad un palco con tante luci (finalmente) e la copertina del disco stampato su un telone e tante transenne, che solo in seguito ho capito a cosa servissero. Aspettiamo altro tempo (troppo per molti del pubblico, un pubblico eterogeneo che mi ha davvero stupito) e verso le undici e mezza finalmente vediamo il nostro con i suoi compari che entrano in sala, escono e rientrano per, finalmente, suonare. Quando Lui sale sul palco, dopo i suoi musicisti, inutile nascondere che sorrido come un'ebete, ma i miei amici che intanto si sono persi tra la folla non mi hanno vista, quindi sono contenta. Si parte subito con i pezzi del nuovo album, senza una sosta, senza una battuta. Dal vivo l'intimità e la solitudine delle canzoni si sente, si vedono dagli sguardi stanchi di Dente e dall'atmosfera che creano tra il pubblico, poco preso dai nuovi pezzi però e, a volte, troppo confidenziale con il nostro cantautore. Con i vecchi pezzi riarrangiati in ottimo e divertente modo iniziano anche le famose battute del Peveri, che tra una canzone e l'altra cerca di intrattenere il pubblico indisciplinato e poco ricettivo ( una bella parte di loro era così) con la sua timidezza ben evidente. La mia felicità aumenta quando ascolto e capisco che stanno suonando "Io della bellezza non me ne faccio un cazzo", canzone che non piace al pubblico che ama più gli ultimi cd, il che lo capisce anche Dente, ma questa è solo un mia osservazione. La scaletta va via senza intoppi, ottima scelta di canzoni e ottimo modo di eseguirle, peccato che "Rette parallele" è stata solo accennata. Il concerto finisce con i classici: Baby building, Vieni a vivere, Beato me che parte senza che me ne accorga, ma che colpisce tanto. Il tempo di un saluto e finisce il concerto, e mi sento sbattuta da un lato all'altro da spalle piccole ma evidentemente forti non riuscendo a raggiungere i miei amici che erano a soli due metri da me e penso: ecco perché c'erano le transenne! Maledette ragazze! E maledetto Fantaghirò che non mi hai permesso di vedere il concerto in santa pace perché doveva parlare o sbaciucchiarsi con la tua dolce metà o togliersi e mettersi la maglia.
Bel concerto, belle le nuove canzoni dal vivo, credo rendano molto, così come le "vecchie", ma nonostante questo qualcosa non è decollato in quel concerto, non c'era una bella atmosfera, io credo sia stata colpa del pubblico, come potrei prendermela con Dente e soci? Loro sono bravi, è colpa di chi è davanti al palco se non si crea un'atmosfera, non credo che il cantante o il gruppo può farci tanto. Ma questa è solo un'osservazione da fan. Fatto sta che di quella serata mi rimane il timbro sulla mano destra ( credo morirò con quella scritta), un po' di delusione per non aver fatto una sorpresina alla mia collega e la voglia di comprarmi la spilletta che avevano finito (che ci fa un ragazzo con la felpa dei Rancind al banchetto del merch di Dente?). E tanto amore per la musica di Dente.
Beh, comunque mi piacciono i post con i finali tristi!
Alla prossima Dente!
Con amore!
Perdonate una piccola dedica alla mia collega:
 

N.

2 commenti:

  1. Grazie per la dolcissima dedica, grazie per la mancata sorpresa e per averci pensato. La deficienza del pubblico fichetto al concerto di Dente l'ho testata anch'io, purtroppo! Ma il ragazzo con la maglietta dei Rancid è il bello della varietà, altrimenti mi diventi intollerante!

    Ps: chi è Fantaghirò? Ahahahahaha

    S.

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  2. E' davvero un peccato, però, si meriterebbero un bellissimo pubblico affezionato, davvero!
    Ma non sono mica intollerante, cara, è divertente il contrasto Rancind-Dente e poi era gentile.

    Un tizio con i capelli da Fantaghirò che mi stava avanti :D

    N.

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