lunedì 22 aprile 2013

Prendi la coperta e fammi spazio

Buona sera lettori, avete digerito il pranzo domenicale? Io no perché ci ho sgranocchiato su dell' ottimo " mus e puorc"  e mi sento felice come una bambina alla festa patronale della propria città.

Non so se ve ne siete accorti ma stiamo attraversando un periodo un po' stressante dal punto di vista politico e sociale ( eh già, esiste ancora il sociale in Italia, lo sapevate? Già, non ci sono solo i soldi che mancano, ma esistono anche diritti sociali che, ahimè, vengono abbastanza calpestati! ) un periodo in cui tutti sanno cosa sia meglio fare, in cui si parla senza riflettere, in cui ci si scaglia senza educazione e un briciolo di buon senso, in cui si sprecano troppe ma troppe parole; sembra di ritrovarsi ad un' enorme partita di calcio, a cui partecipa tutto il paese,  in cui ci sono le due fazioni ( e anche di più ) che urlano e aggrediscono verbalmente gli avversari e l'arbitro, qualunque esso sia. Beh, in fondo sapevamo che l' Italia era un paese fondato sul calcio, no? 
Tutto quello che ho appena scritto non ha alcun fine con il motivo per cui ho deciso di ritornare, ma, giustamente, volevo che sapeste la mia preziosa opinione, ne sentivate il bisogno, lo so.

Ho deciso di imitare la mia Collega e parlare un po' di cinema: questo inverno così piovoso e lungo mi ha donato tante serate noiose da colmare con una bella, o meno, pellicola. Premetto che, come per la musica, non capisco un tubo di arte cinematografica, ma non potete essere così snob da privarmi la visione di un film solo per questo!
N.B. Ho uno strano rapporto con i grandi registi, è come se vivessi un'ansia da prestazione quando vedo un loro film, lo stesso vale per un film osannato troppo, troppi giudizi esterni, troppi spoiler (come dicono i giovani), troppe chiacchiere che influiscono sul giudizio finale, è decisamente un mio limite, purtroppo la mia mente non è una tela bianca. Se si potesse non assorbire e farsi influenzare dalle parole degl'altri quando si parla di cultura saremmo tutti migliori.
Let's Go.
  
Una storia vera ( David Lynch): la bellezza della vita, degl' incontri, delle persone, degl'affetti, della natura senza mai essere banale, senza mai calcare la mano con inutili sentimentalismi ma con quel pizzico di ironia che serve per apprezzare la vita. Capolavoro!

Mullholland drive ( David Lynch ): quando sembra che capisci una scena la succesiva ti contraddice, ma è questo il bello. Effetti visivi pazzeschi, ottima fotografia. E la scena del teatro ne vogliamo parlare?  

Educazione Siberiana ( Gabriele Salvatores ): visto al cinema, se non fosse stato per il luogo pubblico e per la curiosità del "dove vuole andare a parare" mi sarei addormentata. Sceneggiatura poco incisiva, non ho letto il libro, ma spero sia più appassionante. Scena più bella quella della giostra (anche se c'entrava poco con il resto e con l'ambientazione "violenta"). Davvero ottima la fotografia, l'unica cosa da salvare del film.  

Essere John Malkovich ( Spike Jonze ): idea originale e simpatica, ottimo John Cusack, così come Malkovich che avrà fatto un lavoraccio per girare questo film, dev'essere stato alienante. La scena della scimmia che ricorda il rapimento dei genitori è bellissima, forse non era voluto ma mi ha fatto troppo ridere. Modo alternativo per sopportare l'insoddisfazione personale.
 

Memento ( Christopher Nolan ): film cervellotico che con il precedente ho soprannominato "non c'ho capito un tubo". Non credo d'averlo capito del tutto ma mi è piaciuto. L'intuizione di andare a ritroso anziché raccontare in modo lineare la storia è la cosa più azzeccata. D' impatto l'idea dei tatuaggi.
 

Ultimo tango a Parigi ( Bernardo Bertolucci ): Credevo chissà che ci fosse in quel film, violenza e amore estremi e blabla macchè, pensare che per un film del genere Bertolucci perse il diritto di voto, ora fa davvero sorridere. E' possibile che ogni amore si corrompa fuori da un rifugio sicuro? Forse un po' pessimista, ma erano tempi bui. Comunque ora capisco perchè mia madre è pazza di Marlon Brando.      

Ballo da sola ( Bernardo Bertolucci ): che belle le campagne toscane, da viverci intere primavere e autunni! Una 18enne in vacanza in Italia che aspetta l'amore (e la verità) in una semi-comune gestita da una coppia americana, tra arte, morte, passioni ma senza pesantezza. Piacevole.

Il dittatore dello stato libero di Bananas ( Woody Allen ): questo è l'Allen che ho iniziato a scoprire e ad amare alla veneranda età di 24 anni! Ironico, sarcastico, che fa parodie, non è ai  livelli di Prendi i soldi e scappa o Amore e guerra ma merita.
 

Il dormiglione ( Woody Allen ): sarà stato un calo di fantasia (mio) ma questo film mi ha un po' deluso, troppe gag (ok ho letto in giro che citava il cinema muto, ma non sono così intellettuale, io), peccato perchè c'è anche la Keaton e li adoro insieme.
 

Stardust Memories ( Woody Allen ): si, si nota che si rifà a Fellini ( prendi solo i personaggi e l'ambientazione della scena degl'alieni ) però a me è piaciuto, è divertente, dialoghi alla Allen, è lui. Chissà perché i registi ( e non solo ) hanno spesso queste turbe per il lavoro che fanno, sarà la troppa intelligenza? Sicuro.
 

Noi siamo infinito ( Stephen Chbosky ): film uscito solo da qualche mese, tutti ne parlano, tutti lo amano come posso io non vederlo? Che bel film! Che delicatezza! Che colonna sonora! Da vedere.

Con questo ho finito, per ora. Non mancherò a rendervi partecipe delle mie future visioni e relativi "giudizi". Viva il buon cinema!
La vostra moralizzatrice! 
N.

2 commenti:

  1. Le tue recensioni sono adorabili, sei ben più tecnica di me! Post davvero divertente, mia cara!
    S.

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  2. Oh là! Finalmente trovo qualcuno che apprezzi Mullholland drive, grazie Dea! :P

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