venerdì 27 settembre 2013

Elogio e compianto della Germania

Carissime amiche e amici,
sono tornata da un paio di giorni da un agognato weekend all'estero, dopo anni magri di danari e trasferte: ci voleva maledettamente, anche se quest'anno sta concludendosi più magro che mai e torno senza gli spiccioli per un francobollo. Non ero mai stata in Germania e sono tornata livida di entusiasmo per Berlino. Consapevole di aver visto poco, pochissimo di una nazione la cui capitale vanta un'anima spiccatamente cosmopolita, vi illustro brevemente le meraviglie della mia mini vacanza.
Monumenti
Numerosi, affascinanti e rigogliosi: non so dirvi molto di più, dal momento che io e il mio galante accompagnatore abbiamo corso da est a ovest, nel tentativo di vedere più cose possibili nella maniera più veloce, e io non sono tra i due quella dotata di buona memoria e genuina passione per opere e palazzi: faccio fatica anche a ricordare i nomi. Ricordo il Deutscher Dom perché ho sputato tutto il fiato che avevo nei polmoni per raggiungere la vetta della torre. Poi il parlamento tedesco, il Check-point Charlie con tante di rievocazione storica, il memoriale per il popolo ebraico (di cui abbiamo capito il senso con incommensurabile ritardo), l'imponente e altissima torre della tv, la sede del parlamento tedesco e una marea di chiese meravigliose di cui ignoro il nome. Quello che mi ha più colpita è ciò che resta del muro, forse per la vividezza con cui racconta una pagina di storia recente.
Città e cittadini
Tanto verde e anche discreta pulizia, a dispetto di quello che mi avevano detto: ma si sa, abituati agli standard nostrani, tutto sembra bello e civile. Ho trovato disponibili e alla mano i berlinesi, per quel poco che ho approcciato (spiace dirlo, ma altro che i miei amatissimi cugini d'oltralpe); l'unica difficoltà è capire quello che dicono in inglese e che storpiano con un accento mortale. I trasporti pubblici li abbiamo usati molto poco, ma confidiamo in quel che dicono i turisti di tutto il globo: efficientissimi, straordinari. Posso solo dire che il controllore ci ha beccati senza biglietto e ce l'ha fatto comprare a bordo senza battere ciglio, questo già mi basta.
Strutture
Gli ostelli sono un habitat fantastico per la sottoscritta: ricordano gli alberghetti delle gite a scuola, ma senza i prof che ti tirano giù dal letto all'alba e ti riprendono per come siedi a tavola. Berlino è organizzata molto bene in questo senso, offre soluzioni per tutte le tasche e per quello che abbiamo cacciato noi è stata una soluzione di lusso. Adoro l'atmosfera calda e informale di neo-diplomati, manzi in pantaloncini, finlandesi compagni di stanza che ti salutano con l'occhiolino e biondissime squinzie belle da tramortire anche in pigiama e pantofole, mentre ti scruti allo specchio e cerchi di scomparire nella camicia da notte di Betty Boop.
Locali e divertimento
Tutto lo sbatti di andare a Berlino è partito per vedere un concerto: ci credereste? Ma, dopotutto, direste di no a un compagno russo desideroso di vedere la band patriota che adora follemente e che non verrà mai in Italia, che piace pure a voi e suona in una città che avete una gran voglia di visitare? Probabilmente sì, ma io mi sono lasciata commuovere e ho visto i Distemper in un delizioso locale che ricordava molto un centro sociale. Siamo capitati per caso anche in un paio di case occupate, con un'atmosfera fantastica e della gran bella gente: persino le ragazze sembrano lì per godersi la serata e non per sfilare in polo e calze a rete. Abituati a baretti popolari con una vasta scelta di vino rosso della casa e birra del discount, strabuzzavamo gli occhi di fronte a ogni sorta di ghiottoneria alcolica di cui disponeva il banco. In due giorni siamo riusciti a vedere tre concerti in tre posti diversi e a goderci un pezzetto di manifestazioni anarchica contro i fascisti: mica male!
Mangiare
E' difficile la posizione di italiani nel momento in cui si guarda alla cucina altrui: occorre un buon intestino (che noi non abbiamo) e un'apertura mentale che non contempli le fregnacciate alla siamo la cucina migliore al mondo e tutto il resto farà sicuramente schifo. Il russo di cui sopra era ferocemente determinato a gustare le specialità locali, che in una città così poco tedesca può risultare complicato: sabato mattina abbiamo scarpinato per due ore nel quartiere più esterofilo al mondo. Sapete già cosa aspettarvi, no? Brezel, salsicce, wurstel, crauti e patate, una pasticceria meravigliosa. Provate tutto e, se capitate male, buttatevi sulla cucina che c'è, è sempre un'esperienza: io ho provato il pollo giamaicano!
Tornare alla realtà è sempre dura, soprattutto se trovi un'ingiunzione di pagamento sull'uscio, ma chi ci ammazza a noi blogger, Trenitalia? Certo che no. Riverseremo le nostre persecuzioni nei prossimi post!

Ihre,
S.

2 commenti:

  1. Ohhh, Berlino, ci dovevo andare anche io, porca zozza!
    Comunque l'importante è farsi le foto simpatiche davanti i monumenti/piazze/strade/ecosedelgenere della città, ma tu non l'hai fatto ed è quindi un po' come se non ci fossi andata! :D
    N.

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  2. Sai che ho ritrovato il cavo della macchina foto una settimana dopo il weekend, dopo sette mesi che era scarica e non potevo usarla? Forse il destino vuole dirmi qualcosa, ma non so cosa!
    S.

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