giovedì 26 dicembre 2013

Support your local scene

Buongiorno pidocchiosi amici,
spero non lavoriate per qualche tremenda azienda della minchia che vi tiene occupati in questi giorni. Personalmente, dopo aver visto un lavoro avvicinarsi all'orizzonte, essermi presa benissimo e averlo sentito dire scusa, ho sbagliato civico in poche ore, mi consolo con piacevoli pranzi natalizi e purissimo ozio infilata nel piumone (se volete fare a cambio, nel pacchetto è incluso anche cane che vi sveglia alle sette e ringhia quando dormite insieme se vi capita di muovervi nel sonno).
Ho scoperchiato la garageland del savonese, raccolto una manciata di ascolti di artisti interessati, li ho recensiti accuratamente e mo' condivido con voi le mie impressioni. Spingi la scena, ragazza!

Fondamenta, strutture e argini- Gli Altri
Visti in tempi non sospetti, di quel concerto ricordo solo i Tre Allegri Ragazzi Morti, l'ultimo treno perso e la notte in stazione. Riscoperti e rivisti, mi fanno molto ganza. Progetto originale che sfugge alle etichettature prevedibili, fanno sfoggio pure di un delizioso violino elettrico. Cupi, scatenati, fracassoni e una punta nostalgici. All'orizzonte è il pezzo che mi martella da settimane e la colonna sonora prediletta per gli addominali prima di cena: non potete perdervela!


IVenus- Dasvidanija
C'erano pure loro a quel concerto, accidenti a me che riesco a concentrarmi solo su un gruppo alla volta! Elettronici, veloci e melodici, sfoderano bei testi e sonorità potenti, giocando con generi diversi e riuscendo a sorprendermi.


Teste di nicchia- Overkill Army
Mai riusciti a vederli e dire che abitano qui dietro: forse è ora di lavorare sulla logistica e sugli spostamenti. A differenza degli altri progetti hip hop della zona, avevo solo ascoltato qualche pezzo ed è per questo post che mi costringo a un'immersione completa. Non mi deludono: belle voci e gran belle basi da fianchi dimenati! A pezzi più veloci, pimpati e divertenti si alternano rime polemiche e sound malinconici a cui l'idealista che scrive non rimane indifferente. Come formiche sulla costa mi colpisce al cuore come tutti i pezzi dedicati alla riviera che rigettiamo e da cui non sappiamo dividerci. A chi nell'universo hip hop vede solo medaglioni, panterone svestite e Mtv i suoi abitanti sembrano tutti uguali, a me che ho imparato a conoscerli e amarli i sottoboschi dell'underground riservano una miniera di belle cose.


Dalla strada- Uguaglianza
Debbo fremere e penare perché possa finalmente ascoltarlo online: gran bell’album, cori che entrano subito in testa, rock ‘n’ roll genuino e una voce roca e potente. Come le band che appartengono a una scena ai margini musicali, un po’ ci devi essere dentro o i testi ti suonano estranei, se non completamente idioti. Tre pezzi su tutti mi si appiccano ai ritornelli che intono sotto la doccia: la voce dei ribelli, un omaggio allo spazio dove ho visto parecchi concerti, Non morirò per voi che di questi tempi di disoccupazione nera consola pure un po’ e Qualcosa cambierà. Giovani affabili e simpatici che si sono guadagnati la protezione dei Nabat, ve li consiglio pure io che non sono un cazzo di nessuno.

 
Publife- Peggioklasse
Visti quasi quattro anni fa e mai dimenticati, li ho fatti conoscere e amare anche a mio fratello. Un gruppo che usa samples dei Beastie Boys, li cita e parla di Karletto (Giuliani) non può che entrarmi nel cuore. Nel bootleg avevo trovato due o tre perle memorabili, qui i genovesi rappalusi mi sorprendono sperimentando con le basi, alternando pezzi sputarime alla loro maniera ad altri più scanzonati e idioti e con I testi fantastici a cui mi hanno abituata: non le solite spacconerie alla (bontà loro, pure se li adoro) Gente de Borgata, ma temi più vari e talvolta pure abissi di profonde sensibilità. In Vocabolorogia scopiazzano da Dalla a alla zeta di Fibra, ma fanno ridere molto di più. Idoli!


Una Simona super gasata vi augura di godervi la giornata, la musica e la vita finchè ce n'è. Ci vediamo l'anno prossimo, belli di zia.

S.

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