domenica 23 febbraio 2014

Torta yankee: mele e anni sessanta

Come sono cresciuti i miei lettori! E' passato qualche tempo dall'ultimo post, ma la vita in carriera è cosa tosta e devo approfittare dei weekend, giacchè la mia voglia di fare tardi e casino è pari a quella di un reduce dalla guerra nel golfo. Dunque mi dedico alle torte, anche se in famiglia le uova non le digerisce più nessuno e non è chiaro 'ste torte chi se le mangerà. Forse il cane, che è campione nazionale di furto della fetta.
Immergiamoci nell'atmosfera giusta: siete in una cittadina dell'Ohio verso la fine degli anni sessanta. Avete dodici anni e rientrate dall'allenamento di baseball. Vostra madre vi aspetta in cucina fornita di grembiule infarinato e sorriso radioso (cosa c'è da essere contente non si coglie), vi mostra la teglia dove riposa come un angioletto una profumatissima torta di mele e la ripone con ogni cura fuori a raffreddare, dove con ogni probabilità finirà ingoiata intera dalla bestia dei vicini.
Suggestivo, eh? Ma niente di tutto questo è vero, soprattutto perché siamo nell'era felice della pasta sfoglia già pronta, che priverà di tanta suggestione ma dimezza i tempi. Procedete a una velocissima ricetta e a inviatemene una fetta a vostre spese, inaugureremo un corso di assaggi per corrispondenza.

Cosa vi serve
1 rotolo di pasta sfoglia
4/5 mele
1 uovo
20 cl di panna fresca liquida
3 cucchiaini di zucchero

Basti da affrontare
Picchiettate la pasta sfoglia come fossero le guance di un neonato e guarnite con le mele tagliate sottili (questo sottintende: prendete le mele, sbucciatele e tagliatele sottili. Tendiamo a riconoscere ai nostri cuochi provetti un minimo di intelligenza: se volete una ricetta a prova di imbecilli, rivolgetevi alla squallida ex giornalista di Studio Aperto).
A parte (del resto, chi amalgamerebbe gli ingredienti dentro un rotolo di pasta sfoglia?) curatevi il solito pastone: uova, panna e zucchero e versatelo sulle mele disegnando ghirigori di pregiata fattura.
Cacciatelo in forno preriscaldato (dovevate adagiare la pasta sfoglia su una teglia munita di carta da forno, imbranati!) e fatela cuocere per trenta/quaranta minuti a duecento gradi.
La torta è veloce, facile e golosa, perciò la vita vi sembrerà meravigliosa e la playlist profondamente sixties esalterà il momento idilliaco:

The gumbo variations- Frank Zappa
Sweet nothin'- Brenda Lee
A change is gonna come- Sam Cooke
All I really want to do- Bob Dylan
Wouldn't it be nice- The Beach Boys
Take a train- Duke Ellington
Break on through- The Doors
Land of thousand dances- Wilson Pickett
Bird on the wire- Joe Cocker
Brown eyed girl- Van Morrison
Chicago calling- Cyril Davis
The ballad of John and Yoko- John Lennon
Cocaine blues- Johnny Cash
Garota de Ipanema- Astrud Gilberto & Stan Getz
I'm waiting for the man- Velvet Underground
Who do you love- Juicy Lucy

Alla prossima torta, non fate indigestione!
S.

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