domenica 9 marzo 2014

Manuale della pendolare

Buonasera, viaggiatori viaggianti!
Essendo stata promossa a pendolare da poco più di una settimana, ma intrattenendo torride relazioni con Trenitalia dalla più tenera età, ho pensato a un pratico vadecum che aiuti ad affrontare le noie e gli imprevisti di una condizione tremendamente rompicazzo.
Abbandonate l’indulgenza, foderatevi di controcazzi e lucidate i muscoli!

1 Metti sempre in conto dieci minuti di ritardo. Con quindici puoi ritenerti tranquilla. Non sognarti di arrivare in ritardo sperando che lo sia pure lui, è matematico che chiuderà le porte mentre arranchi per le scale.
2 Esercita la pazienza con lo yoga, il mantra, la respirazione, il reggae, gli incensi o qualsiasi cosa pensi possa funzionare: ne avrai bisogno.
3 Preparati mentalmente  a sgomitare per un posto in mezzo a orde di studenti e impiegati tra le sette e le nove, e a stare in piedi per qualche fermata dopo le diciotto.
4 Sistema pure giacche, sciarpe e borse nel sedile accanto: sappi però che è un richiamo irresistibile per i passeggeri, che ti chiederanno seccati di potersi sedere.
5 Portatati qualcosa con cui dilettarti e ti sembrerà di non buttare via tutto quel tempo: porterai a termine una montagna di libri, parole crociate e riflessioni profonde tra ritardi, soste in galleria e cambi estenuanti.
6 Preparati ad avere a fianco tizi di centotrenta chili che ti schiacciano a un pelo dal finestrino, gente che con la mandibola produce un ritmo sudamericano niente male o scarta e tormenta confezioni in plastica, spilungoni seduti di fronte che allungano spensierati i piedi e graditissime specie di logorroici, impiccioni, attacca bottone e viscidi, pronti a molestarvi con tutti i mezzi di cui dispongono. Siate pazienti, ma non abbiate pietà. (per dovere di cronaca, oggi mi è capitato un cane che ha mugolato ininterrottamente per cinquantacinque chilometri).
7 Cerca di essere psicologicamente pront* a divertenti colloqui con i controllori sulle più svariate problematiche del biglietto. Ciò che vale per il giovane dal solido sorriso può risultare inconcepibile per il brizzolato musone. Metti nelle gambe l’energia di una locomotiva per cercarlo in capo al mondo, o potrebbe sempre obiettare che non hai frugato a sufficienza per il treno. Lavora su una dialettica convincente e su una mimica facciale da creatura perseguitate dalla vita: potrebbe sempre tornare utile in caso di emergenza.
 
Pazienza e nervi saldi, insomma. Andiamo avanti pagando abbonamenti uno sproposito, con la consapevolezza un giorno di permetterci un jet privato. Con autista. Fanculo il traffico!
 
Vi bacio e corro via sbuffando, sono già in ritardo.
S.

Nessun commento:

Posta un commento