lunedì 7 aprile 2014

In the sun I feel as one

Riuscite a parare il colpo di due post in un giorno? So che potete farcela con un po' di impegno.
Vi scrivo dalla mia camera, la stessa da sempre che mi ha vista crescere, che ho imparato a trasformare in un rifugio, dove ho riso, pianto, ballato, dormito tante ma tante ore, che ho deturpato negl' anni con disegni, foto e poster. In tutti questi anni solo uno di questi è durato, a parte il poster di Kim Rossi Stuart sbarbatello e giovanissimo, regalo dell' adolescenza di mia sorella (con cui condivido/evo la stanza); il primo e ultimo poster che comprai, forse 10 anni fa, con su tre tizi capelloni e magri. Facevo il primo anno di liceo quando li conobbi, era appena uscito una raccolta di loro canzoni più famose con un inedito che si chiamava You Know You're Right e io mi convinsi che dovevo averlo, la curiosità era troppa per starne alla lontana, causa anche le riviste di musica che allora compravo in quasi totale assenza di internet (scusate riviste musicali, lo so che è una bestemmia da scrivere, ma capitemi.). Dal giorno in cui misi il cd nel lettore del mio stereo tutto cambiò; in un periodo di cambiamenti come l'adolescenza, loro furono una folgorazione, una scialuppa di salvataggio, da quel giorno mi sentii capita, sapevo che c'era qualcuno che provava quello che provavo io, o almeno così credevo. Ricordo ancora i pomeriggi chiusi nella stanza ad ascoltare e riascoltare all'infinito quelle canzoni, a consumare letteralmente i cd, a trascrivere i testi e le relative traduzioni su un quaderno che ho ancora gelosamente custodito: fù così che imparai quel poco di inglese che ancora adesso conosco. Sorrido quando penso all' acquisto di Bleach nel negozio in città che ancora non aveva abbassato la serranda, l' ignoranza del tipo, i giorni in trepidante attesa, la sottile delusione quando lo ascoltai per la prima volta, forse era meglio iniziare con Nevermind. In poco tempo riuscì a conoscere tutto ciò che era umanamente possibile conoscere di quel bel ragazzo biondo colpevole di tanta rabbia, bellezza, chitarre distorte, urla; era tutto ciò che un adolescente poteva amare ( se fossi arrivata a loro qualche anno dopo, l'amore non sarebbe stato così viscerale come all'allora). La sua voce mi diventò familiare come può esserlo una voce di un fratello. Lui mi insegnò a reagire alle provocazioni con l' ironia, mi insegnò il significato di empatia, mi fece capire che le preferenze sessuali non sono un metro di giudizio, che tutti avremo la nostra rivincita e il suo amore verso la donna mi folgorò. Credo siano stati i tre anni più intensi e monotematici della mia vita, musicalmente parlando, non ascoltavo praticamente nient' altro, tutto girava intorno a quei tre, e specialmente intorno a lui. Dopo anni, nonostante non passi più nel mio stereo, la loro musica è ancora lì, i loro cd sono custoditi come dei gioielli rari, i ricordi impressi nella mente e la sua foto è ancora appesa sul letto. Per questi ed altri mille motivi ho deciso di scrivere questo post: volevo ricordare il mio primo amore che ci lasciò in un giorno di Aprile di ben venti anni fa. 
Nessuno dovrebbe morire da solo
Grazie Kurt.


N. commossa.

1 commento:

  1. "La sua voce mi diventò familiare come può esserlo una voce di un fratello"
    Madonna, mi hai fatto venire voglia di scriverne uno sui Beasties! Mi hai toccata nel vivo, cara, come tutte le poche volte che scrivi e stavolta anche di più <3

    S.

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