martedì 2 settembre 2014

Piccoli dischi del cuore

Salve amici,
torno a parlare di musica con una selezione di album non troppo noti che mi sono cari come il fuoco.


Enjoy the rehab!- Betty Ford Center
Poi hanno dovuto cambiarlo, perchè Betty Ford in persona, la tizia che ha fondato il centro di riabilitazione per gente imbarellata, si è incazzata di brutto.
Oggi si chiamano Betty Poison, hanno fatto tanta strada e aprono ai concerti delle Hole. Ma nell’autunno 2006 li portavo alla luce che avevano appena stampato il primo demo di letti disfatti, cicche spente e schitarrate meravigliose e ne facevo una martellante ossessione, soprattutto nella persona della cantante e chitarrista Lucia Rehab. Credo quella sia stata la prima e ultima, per il momento, sfrenata cotta lesbica della mia vita: la trentenne che mi diceva vola, ragazza, che hai un paio di ali meravigliose!


Stato di allerta- 5MDR
Quando feci il mio trionfale ingresso nel baraccone da circo dei punk, dei reietti e degli skinheads, la musica mi aveva già marchiata a fuoco e i giudizi sulla mia condotta sessuale anche. Sono passati cinque anni, innumerevoli serate, svariate sbronze, quintali di odio rasato, tentativi di umanità falliti, qualche spintone nel pogo e un paio di calci ben dati, partenze e ritorni, molto sesso e poco amore. Ne sono uscita un po’ ammaccata, ma ancora vitale. E soprattutto, tanti concerti: non ho visto nessuno più di loro sopra un palco. Questo demo mi ricorda momenti felici, crisi nervose, pomiciate sull'asfalto e il pezzo dedicato a Karletto nel giorno del suo compleanno la prima volta che li ho visti: tempi che non torneranno.

 
Idiozie a ruota libera- Ignoranza
Conosciuti grazie a una recensione su Punk4free, hanno fatto la mia gioia per anni. Solitamente tutto quello che riguarda il noisecore e la sua gente non mi sfiora neanche, ma questo disco mi ha vinta con le citazioni colte in mezzo a frammenti di Radio Maria e Papà Castoro, bestemmie e volgarità a pioggia, testi demenziali che hanno del genio, urla disumane e generosa farcitura di ironia. Il tempo, gli album successivi e i furiosi dibattiti collezionati su Youtube mi hanno gettata nel calderone dei fan devoti: morirei, per vedere un live brianzolo.


Così distante- Sottopressione
Conosciuti, spiace dirlo, grazie a un essere immondo, preferisco questo album al primo, di gran lunga più celebrato. Una cascata di suono devastante, un hardcore veloce e potente che mi ridava fiducia nell’umanità nelle mattinate di tedio francese: dopo aver parcheggiato i bimbi tra scuola e asilo, costeggiavo la Bievres e il verde con il volume pompato al massimo e incrociavo l’affascinante papà di centrotrenta chili, sogno proibito di quell’anno à l’ètranger.


Zentropy- Frankie Cosmos
Le ragazze di Soft Revolution mi consigliarono bene, non le ringrazierò mai abbastanza per la soffiata: una diciannovenne eclettica dalla voce delicata, dieci pezzi indie che scorrono tanto lieti e leggeri che sembra di buttare giù un bicchiere di aranciata. Quando mi stufo del rumore e voglio tornare a sorridere al ghigno della città spietata, questo disco è più lenitivo del Cicatrene.
 
Ultimamente sono di molte parole, ma di pochi convenevoli. Sarà il cambio di stagione in arrivo?
Col solito affetto,
S.

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