sabato 10 gennaio 2015

Elogio e compianto dei romani

Buonasera cari, buon anno nuovo (ho sempre trovato molto stupidi gli auguri, a parte quelli di guarigione e compleanno).
il 2015 non è cominciato bene, se lo volete sapere, ma sono fiduciosa circa un luminoso futuro. Quello che più mi preoccupa al momento è che ad aprile avrò trent'anni e addio conto giovani, mi toccherà pagare il conto della banca ogni mese.. Mastico amarissimo.
Bando alle ciance, comunque: sono stata a Roma poco più di un mese fa, uno di quei "weekend romantici", così pomposamente li chiamano. Mi sono divertita e, secondo l'opinione della mia dolce metà, incazzata con cadenza cronometrica. Oh, bè. Eccovi una recensione di quello che mi viene in mente.

Storia e monumenti
Ovviamente, impressionante: la storia è ovunque, riempie strade, palazzi, piazze, miriadi di monumenti rendono la città maestosa e ricca di interesse. Penso che solo la Grecia possa vantarne tanta. Mi è piaciuto moltissimo l'altare delle patria, pure se l'ha fatto costruire Mussolini e se la celebrazione ossessiva delle forza armate mi è un tantino indigesta. Mi sono anche beccata una mostra sull'Albania che non poteva lasciarmi indifferente.
Molto belle le piazze e la loro atmosfera, anche se pioveva e la gente si era dispersa per le vie invece di affollarle: piazza del Popolo, dov'ero già stata per i cortei; piazza di Spagna, dove ho scoperto che per un periodo ha vissuto John Keats e c'è un museo a lui dedicato; piazza Colonna, piazza Venezia e la più bella, Campo de' Fiori, dove viene ricordata l'esecuzione di Giordano Bruno.
Il Pantheon e il Colosseo li ho ritrovati imponenti e suggestivi come li avevo lasciati, la fontana di Trevi era in ristrutturazione, circondata da una struttura in vetro, ma avevano lasciato uno spazio per buttare le monete, i furboni.
I fori romani li abbiamo visti alla svelta senza visitarli, dal momento che non avevamo voglia di infilarci in un pantano in scarpe da ginnastica. E per Trastevere, di cui ci avevano detto un gran bene, non abbiamo avuto tempo e l'abbiamo attraversata alla spicciola cercando un autobus.
Ma le passeggiate che mi sono piaciute di più sono state quelle fuori porta: il parco di villa Borghese, e i quartieri della Garbatella e di S. Lorenzo, la Roma popolare e sgombra di turisti che ci ha deliziati di scritte sui muri, centri sociali e romani autentici. Abbiamo trovato qualche minuto anche all'università della Sapienza.


La città e la sua gente
Realizzare di trovarmi in un posto capace di incantarmi per la portata di cose da vedere mi dava vibrazioni fantastiche, per qualche ora mi sono risentita rinata. D'altro canto, la dimensione della grande città non è la mia e questo mi ha condizionata: non sopportavo il caos, l'indifferenza dei passanti, la dispersione degli spazi, orientarsi a fatica per i quartieri senza capirci un cazzo, per non parlare dei mezzi strapieni e delle stazioni piene di miseria e disperazione.
Il centro è uno scannatoio per turisti, un assalto continuo alle passeggiate per le vie. I romani, abituati a vivere in mezzo al turismo, arricchirsi e scoglionarsi al tempo stesso (il posto da dove vengo ne sa qualcosa) vogliono solo spolparci fino all'osso e rimandarci a casa. L'avidità e la superficialità di cui hanno fatto sfoggio mi ha dato la nausea: nessuna concezione dei concetti di viaggio come scoperta e conoscenza. I soldi, contano solo i soldi.
Ho assistito a un paio di brutte scene, a proposito di ignoranza dei soggetti in questione. un monologo infelice di una guardia della metro sui migranti e un poliziotto che spintonava un venditore di ombrelli con arroganza inaudita. Non vi nascondo che questi singoli episodi hanno condizionato, e non di poco, la mia opinione sulla gente della capitale. Se poi aggiungo le persone simpatiche, estroverse e disponibili che abbiamo incontrato, la mia impressione generale risulta un po' confusa. Da buona ligure, penso di essere affascinata e insieme intimidita da un'attitudine alla vita così aperta, immediata e confidenziale, all'occorrenza pure spaccona e strafottente. Per il momento, mi astengo da valutazioni definitive.. Immagino che per farlo dovrei provare a viverci per un po' (non ci penso neanche, voglio la vita di provincia, voglio le colline in fiore!).

 
La cucina
Ci siamo ingozzati di pizza della migliore specie per tutti i tre giorni, la trovi da asporto a ogni angolo di strada e ha un offerta ben più ricca di quella che conosciamo dalle mie parti. Pizza e pasta sono i vanti capitolini, e non a torto. Purtroppo non abbiamo dato la caccia a quelle trattorie caratteristiche alla buona e ce ne siamo pentiti: arrivavamo a cena schiumando dalla fame e ci accontentavamo di posti sufficientemente onesti. In effetti, pur trattandosi del centro di una città turistica, in Italia più si scende e meno si spende. I teatrini dei ristoranti per tirare dentro clienti sono esasperanti, non riesci neanche a leggere un menu in santa pace.. E non è un modo dignitoso di lavorare per quei poveri camerieri e quelle povere cameriere costretti a fare i pagliacci al freddo tutta la sera.
Abbiamo avuto la sfortuna di capitare in uno dei pochi locali dove nessuno ti infastidiva all'entrata, che però si è rivelato un postaccio dove ci hanno trattati come pezzenti per aver consumato solo due piatti di pasta. Per un ristorante che si chiama Pastamore è quantomeno grottesco, no?
Siamo stati invece più fortunati col bed and breakfast, dove il personale era disponibilissimo, ci siamo trovati bene e abbiamo pagato poco e niente. Non può andare tutto male, del resto, o viceversa..
 
 
Questa recensione aspettava pazientemente disseminata su vari fogli da settimane. Ci ho messo tutta la mattina, ma ho diffuso il mio verbo anche stavolta e ora mi merito un panino all'olio.
Ho tante idee scoppiettanti e polemiche per nuovi post, aspettatevele.
See ya,
S.

2 commenti:

  1. E' stato ritrovato un ombrello sul bus 42 zona Tiburtina.
    Rivolgersi Direzione Trasporti Roma Capitale.
    Saluti

    La Direzione

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  2. Sono commossa dall'efficienza dell'Atac.. Si è fatta uno sbatti non male per un misero ombrello!
    :* (g...o)

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