lunedì 30 marzo 2015

Maledetto colui che suona: recensioni di primavera

Salve amici,
oggi ritorno con genuina passione alle recensioni di dischi pescati a random dal web, un collage di artisti che non ha nessun senso. Let go.

Bow wow- Forty Winks
Visti lo scorso weekend a Milano, sono corsa ad ascoltarmi l'ultimo disco. Ne ricorda altri che ho sentito, forse pure troppi, ma sempre ganzi e orecchiabili. Ci sono chitarre che suonano nel più classico stile indie, cori scanzonati e pezzi per tutti i palati: ballate sfrenate da sbronzi, momenti di raccoglimento poetico e melodico, due minuti e cinquanta smaccatamente rock 'n' roll. Piccolo appunto: è vero, l'inglese fa subito sound e international, ma a me piacerebbe sentire band che decidono di tornare alle origini. Tracce da non perdere: Beneath her feet, Meet you at the bar, I feel dead, Outta love e Somersault.
 

First ep- Bad Religion
L'esordio tutto cuore, rabbia e invettive politiche di uno dei gruppi punk hardcore più memorabili degli anni ottanta, insieme a Germs, Black Flag, Avengers, Adolescenti, Circle Jerks e tutti gli altri. Ovviamente, colgo praticamente nulla di quello che dicono se non vado a leggermi i testi, ma il messaggio della contestazione politica e sociale della generazione giovanile arriva limpida alle mie orecchie. Uno sferragliare di chitarre furioso sotto monologhi in slang americano, un disco divertente.

  
Le ragazze- Neri per Caso
Sei dischi di platino, mica storie. Li ascoltavo a quindici anni e mi è venuta voglia di rispolverarli, non chiedetemi perché. Rispetto ai due singoli lanciati all'epoca, le altre reggono debolmente il confronto: soprattutto cover, rivisitate in chiave squisitamente soul, con quello stile a cappella che è solo il loro, ma mancano un po' di nerbo e sostanza. Le ragazze e in modo particolare Sentimento pentimento mi rubano il cuore, non solo per i ricordi e la nostalgia, ma perché mi fanno ballare come una dannata e mettono subito di buonumore: considerato quanto sono lunatica, non è poco. Non fa parte di questo album, ma devo segnalare l'esistenza di una godibilissima cover di Jammin' di Bob Marley.


  
Hotel Tivoli- Non Voglio che Clara
Disco piacevole, rilassante e pieno di malinconia nei testi e negli accordi. Certo non è adatto ai momenti difficili: non ascoltatelo alla fine di una storia, per carità di Dio! I testi parlano di amori tormentati, svolte difficili, donne lontane. Non vi nascondo che lo apprezzerei di più se fosse una punta più allegro e meno sofferto.
 
 
Rien ne va plus, amici! Non so che centri, ma ci stava bene. Ci risentiamo presto,
S.

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