giovedì 2 aprile 2015

Sessanta cose da fare per salvare il mondo

Buon pomeriggio lettori,
a 'sto giro vi ammorbo con una bordata di consigli su come dare una mano e limitare i danni arrecati alla nostra amica Madre Terra.
Chi penso di essere, Vandana Shiva? Non ancora, ma questo post arriva dritto da diciotto anni di ambientalismo in cui mi sono fatta una discreta cultura e ho spinto gente a comprarsi una pistola per difendersi dalle mie arringhe. I tempi sono cambiati e la sensibilità sul tema si è fatta più urgente e profonda: chi poteva immaginare che i supermercati avrebbero venduto a caro prezzo sacchetti biodegradabili o si sarebbero attrezzati per il biologico? Hanno anche dato cent'anni di vita a questo pianeta, nel frattempo: cosa che ha fatto cagare in mano a tanti, motivo per cui all'improvviso si parla di energia solare, detersivi biodegradabili e inquinamento delle falde.
Bene, gente: i miei suggerimenti per uno stile di vita più sostenibile sono per la maggior parte molto semplici da applicare e da adottare, serve giusto un pizzico di motivazione e costanza per sbarazzarvi delle abitudini sbagliate.


Produrre meno rifiuti.
Il cittadino medio produce quantità imbarazzanti di spazzatura, forse perché ai produttori piace imballare i prodotti in maniera inutile e produrne altrettanti di cui non ce ne facciamo nulla, peccato che quelli ci mettano fino a cinquemila anni per essere smaltiti. Perciò ok la differenziata, ma bisogna partire a monte e produrre meno scarti.
1 Preferire bottiglie in vetro piuttosto che in plastica o, meglio ancora, se è possibile bere l'acqua del rubinetto, ricorrendo ai depuratori a caraffa se vogliamo sentirci più tranquilli.
2 Evitare i prodotti imballati con quantità inutili di confezioni, come i dentifrici chiusi nel cartone: a che mi serve? Preferire quelli con imballaggi essenziali. Preferire borse riutilizzabili (retine, tela) piuttosto che pagare ogni giorno sacchetti a profusione: la carta difficilmente è riciclata, la plastica non è biodegradabile, finisce in mare uccidendo bestiole a profusione e l'inchiostro contiene cadmio, metallo pesante tossico e nocivo.
3 Limitare la quantità esagerata e assolutamente vana di prodotti che acquistiamo ogni giorno: per la metà, sono stronzate di cui possiamo fare a meno. Che ve ne fate di dieci smalti e quattro palette?
4 Ogni donna produce in media 11.400 assorbenti e tamponi nel suo periodo fertile. Gli assorbenti sono tra i rifiuti più difficili da smaltire. E' ora di finirla, fatevi una coppetta mestruale: dura dieci anni, risparmiate una pioggia di soldi, ha la tenuta di bacino idrografico, imparerete a conoscere meglio il vostro corpo e ne farete un motivo di vanto. Guadagnerete lo schifo di qualche ochetta e il terrore di più di un cretino, ma avete un ottima arma sanguinolenta da scatenargli contro.


Riutilizzare il più possibile.
Siamo schiavi di un consumismo sfrenato che risponde al nome di usa e getta. Suvvia, signore, un solo utilizzo è una vergogna!
5 Prima di buttare, domandarsi se non è possibile ripiegare su un utilizzo alternativo: regalo, baratto, materiale di riciclo per attività creative. A questo proposito, vi rimando al mio post sull'argomento Del vivere low cost.
6 Utilizzare fazzoletti di tela invece che di carta e spugnette lavabili al posto dei dischetti di cotone. Preferire tovaglioli di tessuto a quelli di carta, pieni di orribili prodotti chimici sbiancanti, e guanti riutilizzabili piuttosto che in lattice.
7 Riempire più di una volta la stessa bottiglia d'acqua, fosse anche solo il mezzo litro che portate in giro.

Usare carta di recupero, tipo il retro delle stampe di ogni tipo e vecchie agende inutilizzate, per appuntare liste della spesa, numeri di telefono, brutte, disegnini, eccetera, lasciando quegli stupidi post-it dentro le cartolerie. Quando possibile, stampare da entrambi i lati.
9 Preferire carta riciclata: a questo link, un elenco di prodotti classificati in base alla sostenibilità per l'ambiente secondo Greenpeace. Qui, come la cavano gli editori. Qui, gli scrittori più sensibili al tema. 
10 Utilizzare contenitori lavabili al posto di alluminio e pellicola per conservare i cibi.
11 Asciugare con gli stracci invece che con lo Scottex.
12 Riutilizzare i sacchetti più piccoli per le deiezioni canine, compresi quelli per frutta e verdura.

 
Smaltire correttamente.
La differenziata è un tema su cui si dovrebbe aver detto tutto, eppure c'è gente che ancora ignora come funzioni: pigrizia, menefreghismo, poco cervello occupato da altre amenità.
13 Ogni comune ha le sue regole, perciò la cosa migliore sarebbe informarsi. A Finale Ligure hanno avuto la geniale idea di inviare a ogni cittadino un agile vademecum su dove si smaltisce cosa.
14 Gli impiegati dei centri raccolta sono lì apposta: scrivete o telefonate quando avete un dubbio, o per sapere quello che si può riciclare e ancora no nella vostra città.
15 Occorre ripulire, anche grossolanamente, vetro e plastica da quello che c'era dentro.
16 Schiacciare e ridurre plastica e carta, occuperanno meno spazio.
17 Non abbandonare rifiuti fuori dai cassonetti, è da cafoni e gli animali di passaggio si ingozzeranno di rumenta.
18 Le pile, soprattutto quelle alcaline, contengono cadmio e mercurio, che vengono liberati nell'aria o nel suolo se inceneriti, oppure finiscono a corrodersi dentro le discariche. Sono sostante altamente tossiche! E' importante sceglierle ricaricabili e smaltirle solo negli appositi contenitori, così come i medicinali. L'olio alimentare gettato nel water o nel lavandino inquina a morte, compreso quello del tonno e dei sottaceti. Va invece raccolto a parte e smaltito nei contenitori destinati. Se non sono presenti in zona, vanno portati al centro raccolta.
19 L'umido è una gran menata, ma smaltirlo correttamente è fondamentale. Se il vostro comune non si è ancora organizzato in merito, fategli sapere che sarebbe anche ora, magari sensibilizzando chi conoscete per fare lo stesso.
20 I rifiuti ingombranti o pericolosi vanno portati al centro raccolta, non parcheggiati accanto al bidone. Nello specifico: sostanze nocive, apparecchiature elettriche ed elettroniche, pezzi d'arredamento, batterie dell'auto, bombolette spray, lampadine, colle, vernici.. Informatevi sull'elenco completo presso il comune o il centro raccolta.
21 Diverse associazione si occupano della raccolta dei tappi in plastica. E' stato calcolato che una tonnellata di tappi, che corrisponde circa a quattrocentomila elementi, rende circa centocinquanta euro. Il ricavato viene impiegato in opere di beneficienza, come il progetto "Dall'acqua all'acqua" nella regione Dodoma in Tanzania. Si riciclano tappi puliti di bottiglie d'acqua, vino, latte, bibite, detersivi, saponi, shampoo, balsami, creme, prodotti per la casa, penne e pennarelli. In più, tappi e bottiglie vanno riciclati in modo differente, perché i materiali da cui sono composti sono diversi. A questo indirizzo, associazioni a cui rivolgersi. A quest'altro, centri di raccolta in Liguria.
22 Gli imballaggi di plastica delle confezioni di lattine causano ogni anno la morte di gabbiani, rondini di mare, aironi, piccoli di foca e leoni marini. Si può evitare tagliando gli anelli con le forbici prima di gettarli, raccogliere e tagliare quelli trovati in spiaggia.

 
Occhio ai consumi: acqua.
A tutti piacerebbe risparmiare su luce e acqua, ma pochi prestano la dovuta attenzione.
Gwyneth Paltrow lo fa: si lava i denti sotto la doccia. Se non volete arrivare a tanto, ecco cosa potete fare:
23 Chiudere il getto dell'acqua quando si lavano i denti e si insaponano le mani. Se per rasarci e sciacquare i piatti utilizziamo un catino d'acqua, risparmiamo rispettivamente 50 e 90 litri
24 Utilizzare un aeratore a basso flusso per ridurre l'intensità del getto di bagno, cucina e doccia.
25 Utilizzare il self service per lavare l'auto, oppure un secchio e una spugna, piuttosto che la canna dell'acqua. La canna andrebbe evitata il più possibile, spreca più di quanto possiamo immaginare.
26 Circa il 75% del consumo d'acqua domestico è dovuto allo scarico del bagno. Se, come me, pisciate venti volte al giorno, fate un po' di economia e preferite quello con il doppio serbatoio.
27 Riutilizzare l'acqua: quella che scorre nella doccia può servire per lavare i pavimenti, con l'acqua di cottura della pasta possiamo lavare i piatti, dopo aver lavato frutta e verdura innaffieremo i fiori.
28 Preferire la doccia al bagno e farla insieme a un amico: tanta malizia, tanto risparmio! In ogni caso, non menatevela sotto la doccia: il tempo di una canzone è sufficiente.
29 Quando si preparano il the, la pasta o qualsiasi cosa richieda dell'acqua, occorre dosare.


Occhio ai consumi: luce.
Ho avuto modo di osservare come, quando si tratta di luci accese, c'è un'indifferenza sconcertante. Gente che esce di casa lasciando camere illuminate a giorno, quello che si addormenta con l'abat-jour puntata in pieno viso, appartamenti di cinque stanze, tutte accese perché il deficiente entra ed esce specchiandosi, spogliandosi e andando a cercare la tazza di caffè.
30 Spegnere le luci: concetto semplice che richiede poca fatica. Fatelo anche sul posto di lavoro, i più vi sfotteranno ma qualcuno potrebbe rifletterci.
31 Usare lampadine a basso consumo: durano più a lungo e consumano un quarto dell'energia di una tradizionale.
 

Occhio ai consumi: elettrodomestici.
32 Spegnere le spie rosse di televisori, computer fissi e prese multiple.
33 Evitare gli apparecchi a batteria, come rasoi e spazzolini, consumano molto di più di quelli alimentati a rete. 
34 Non lasciare telefoni e computer attaccati alla presa dopo aver raggiunto il limite di carica.
35 Condizionatori: sono una bordata di consumo. Comprarlo se proprio non si può vivere senza e non abusarne. Non sparare subito sulla temperatura più fredda, non è efficace e spreca energia: pensate che ognuno di noi alzasse la temperatura di sei gradi, risparmieremmo 190 barili di petrolio ogni giorno! Tenere puliti i filtri per fare lavorare meno la ventola.
36 Fare partire lavastoviglie e lavatrice solo a carico completo e preferire programmi ecologici. Dimenticare i prelavaggi, che non aggiungono granché all'efficienza di un normale lavaggio, a parte un inutile consumo di energia. Occhio alle temperature: a 40° la biancheria si lava già benissimo. Il 90% dell'energia viene utilizzato per riscaldare l'acqua, perciò meglio limitare le alte temperature alle emergenze, tipo l'invasione di un battaglione di pidocchi.
37 Il frigo consuma tantissimo, bisogna prestarci attenzione e tener conto che più è vecchio, più consuma. Comprare un frigo tenendo conto delle proprie esigenze e regolare la temperatura corretta (tra 3° e 5° gradi nel frigo, tra -15° e -18° nel freezer). Pulire le serpentine del condensatore almeno una volta l'anno, controllare l'efficienza delle guarnizioni in gomma e sbrinare il freezer ogni volta che il ghiaccio supera i cinque millimetri.
38 Come dice mia madre: prima pensa, poi apri il frigo. Non aprirlo quaranta volte, soprattutto per mettere e sparecchiare tavola: sistemare tutto sul tavolo e aprirlo una volta sola.
39 Preferire le pentole a pressione, ci mettono la metà. Utilizzare sempre i coperchi per arrivare a bollitura più in fretta e scegliere il fornello calibrato alla grandezza della pentola.
40 Gli elettrodomestici indispensabili sono pochi, è importante emanciparsi dalle mire della pubblicità. Che ce ne facciamo di un asciugatrice, che tra le altre cose consuma una dannazione, quando abbiamo a disposizione sole e vento aggratis? Greenpeace mette a disposizione una classifica di marchi nel settore elettronico più o meno impegnati nell'ecosostenibilità dei loro prodotti.


Evitare gli sprechi.
Gli sprechi, in genere, sono dettati dall'ingordigia che il consumismo induce: compro, compro, compro e la metà della roba non mi interessa più quando passa l'euforia, o è troppa e faccio fatica a consumarla.
41 Perciò la regola sarebbe: comprare il necessario, comprare con intelligenza, non farsi vincere dai sentimentalismi e dalle tentazioni sceme. Chiedetevi se la vostra vita sarebbe diversa comprando quella robetta che tanto vi abbindola.
42 Cibo: forse gli sprechi più frequenti. Ecosostenibile o no, sono un calcio nel culo a chi non ha la stessa fortuna. Comprare in base alle proprie esigenze e non strafare quando si invita a casa gente, tanto avanza sempre qualcosa. Se capita spesso di non riuscire a consumare il cibo in scadenza, ci si può mettere in contatto con le associazioni che sfamano chi ne ha bisogno, o direttamente con qualche senzatetto/famiglia della zona. Ripaga in sentimenti, tanto.
43 Igiene personale: bisogna fare più attenzione alla quantità di shampoo e bagnoschiuma che usiamo, perché i produttori di questa roba ci fanno credere che ne serva più del necessario per farcene ricomprare in fretta. Anche il dentifricio: a chi di voi non ne cade la metà dopo il primo getto d'acqua?
44 Igiene della casa: non serve scialacquare mezzo flacone per ottenere pulito, basta pochissimo detersivo per pavimenti e ancora meno per piatti. Lasciamo perdere gli armadietti con quindici detersivi differenti, cerchiamo di scegliere prodotti che si prestino a diversi utilizzi.. O inventiamoceli noi.
45 Medicine: d'accordo, ci aiutano un sacco, spesso sono anche indispensabili. Ma quante scatolette troviamo a marcire scadute e inutilizzate? Anche qui, servirebbe un minimo di raziocinio: non affidarsi alla persuasione della codeina al primo mal di testa serve anche a noi, giacchè le medicine non sono questa passeggiata di salute per il nostro organismo, senza contare la sofferenza che causano agli animali con la sperimentazione. Meno se ne prendono, più faranno effetto perché si limita l'assuefazione. Prima di correre dal farmacista di fiducia, ficcate con cura il naso nell'armadietto: la maggior parte è adatta a tanti di quei disturbi che con ogni probabilità quello che vi occorre è già a casa.


Limitare l'inquinamento.
Ognuno di noi forse ignora il contributo che diamo all'inquinamento, questa piaga sociale contro cui si combatte da decenni, con le nostre semplici e innocue abitudini: siamo abituati a pensare alle grandi industrie petrolifere e altri mostri simili. Invece molto facciamo e molto possiamo imparare.
46 Vengono spesi miliardi per convincerci che i detersivi siano necessari e cambino in meglio la nostra vita: può darsi, ma a che prezzo per la salute nostra e del pianeta? Usare piccole quantità di prodotto non solo riduce gli sprechi, ma soprattutto limita l'inquinamento delle acque. Cercare di evitare prodotti tossici e irritanti come candeggina e ammoniaca. Utilizzare bicarbonato, aceto e succo di limone come alternative naturali e atossiche. Inoltre, farsi una piccola cultura sul contenuto dei detersivi è utilissimo per capire come prevenire la questione. E' importante sapere che le pastiglie per lavastoviglie sono le uniche a contenere fosfati in misura maggiore del'1%, limite stabilito per legge per limitarne i danni. Infatti una volta scaricati, i fosfati causano una fioritura eccessiva delle alghe, che quando muoiono rilasciano batteri che rubano l'ossigeno alle piante e agli altri organismi marini. Andrebbero scelte pastiglie senza fosfati e, in linea generale per quanto riguarda i detersivi, biodegradabili. E' pensare di lasciare perdere la lavastoviglie e risparmiare energia, pastiglie e manutenzione?
47 Prodotti di bellezza e igiene personale: quello che ci sta dietro sta venendo fuori solo negli ultimi anni, grazie a siti come Sai cosa ti spalmi e Biodizionario. In linea generale? Essenzialmente, veleni, talvolta anche sostanze cancerogene. Anche qui, la chiave risiede nello stare sgamati e imparare a riconosce gli inci, cioè l'elenco degli ingredienti, buoni da quelli cattivi. Una grossa mano ve la può dare l'applicazione Biotiful, che vi dice quello che c'è da sapere con uno scan del codice a barre.
48 Ancora, le sostanze tossiche si celano in luoghi impensabili. Qualche esempio: fibre sintetiche di lenzuola e indumenti, deodoranti per ambienti, palline antitarme, penne a inchiostro durevole ed evidenziatori. Preferire, per esempio, fibre naturali in cotone o lino ed evidenziatori ad acqua.
49 Se al peggio non c'è mai fine, eccovi le insidie dei Cfc (clorofluorocarburi), tra i principali responsabili del rischio esaurimento del buco dell'ozono. Si trovano nelle bombolette, negli estintori e nel polistirolo espanso: andrebbe evitato l'acquisto di questi prodotti.


Usare l'auto con giudizio.
50 Annosa questione, non per me che non guido e vivo benissimo. L'emissione di Co2 attraverso i gas di scarico è la principale responsabile dell'effetto serra, perciò sceglietela con criterio, tenendo conto che i motori a metano o GPL sono i meno inquinanti e che le auto migliori sono quelle che ottimizzano il consumo di carburante.
51 Come ridurre il consumo? Riducendo la velocità e facendo una manutenzione costante per ottenere una miglior efficienza. Pulendo spesso i filtri del carburatore e viaggiando leggeri. Scegliendo gli optional con attenzione: alcuni richiedono un gran impiego di energia, altri sono poco utilizzati e aumentano solo il peso dell'auto. Se possibile, fare a meno del condizionatore, che emette Cfc e va di nuovo a incidere sul peso.
52 Il piombo è una calamita di guai per l'uomo e per l'ambiente, sempre benzina verde!
53 Cercare di fare economia di auto in famiglia: capisco che servano, ma quattro macchine per una famiglia di cinque persone è un capriccio, non è necessità. Cercare di utilizzarla solo quando non si può farne a meno. Usare la bici, le gambe e i mezzi pubblici.


Crearsi una coscienza critica.
Essere informati rende difficile la vita a chi ci vuole mentire e adulare, in ogni ambito. Se adottare gli accorgimenti elencati e impegnarsi per limitare i propri danni ci sta a cuore, possiamo fare qualcosa di più concreto ancora.
54 Informarsi e tenersi aggiornati su quello che succede al pianeta. Ottime fonti sono i siti di Greenpeace, Legambiente, FAI, WWF, Italia nostra, Amici della terra, LAV. Sapevate, per esempio, quali e quanti danni causa la pesca i nostri mari?
55 Prendere la buona abitudine delle passeggiate ecologiche: guanti, sacchetti dell'immondizia e ripulirete la zona sopra casa dai resti dei soliti sfigati di passaggio. Ripulire le spiagge, di propria iniziativa o partecipando alle giornate organizzate dalle associazioni ambientaliste.
56 Partecipare a incontri e manifestazioni, oppure darsi da fare per organizzarne.
57 Cercare di coinvolgere chi vi sta vicino e considerate intelligente a farsi una cultura sulla questione o a cambiare le abitudini dannose.
58 Contribuire con le proprie possibilità a sostenere le associazioni che si sbattono.
59 Leggere qualcosa su quanto la produzione di carne pesi sull'ambiente, sugli animali e sulla salute delle persone. Per mezzo etto di carne servono sette chili di cereali e soia, una quantità di energia equivalente a 3,7 litri di benzina e quasi diecimila litri d'acqua, senza contare l'inquinamento e il disboscamento selvaggio che comporta. Con le risorse necessarie a sfamare un onnivoro si sfamerebbero venti vegetariani: immaginate quanto potremmo arginare la fame nel mondo. Informatevi sulla vita atroce e senza gioia degli allevamenti intensivi di mucche e galline, maiali e cavalli. Considerate la scelta vegetariana o la riduzione del consumo di carne e prediligete il biologico.
60 Ritornare alla natura: seguire uno stile di vita il più possibile consapevole e attivo, facendo qualche sacrificio per rinunciare a quello che non ci serve. La cosa più radicale e determinante che possiamo fare è non comprare, farci bastare quello che abbiamo.
 

E dopo questo pippone mortale, chiudo piena di soddisfazione!
Ecologica ma poco sostenibile,
S.

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