mercoledì 24 giugno 2015

Go vegan! Whatever you say I am

Volevo diventare vegetariana almeno cinque anni prima di farlo sul serio, quando sono andata a vivere a Genova e volevo dar voce alla mia sensibilità: troppe tentazioni, troppa poca determinazione, troppi pochi soldi e il nuovo coinquilino faceva un ragù buono da impazzire.
Quando ci riprovo, ormai ventinovenne e con l'estate alle spalle, so che il momento è maturo. Da anni cerco di eliminare latte e uova che mi distruggono l'intestino e ho imparato faticosamente a farne a meno. Poi, davanti a un camion di pecore stipate nel camion di una piazzola per autogrill che belavano disperate, ho deciso di non tornare più indietro. Le informazioni e le conversazioni collezionate negli anni precedenti hanno reso la mia consapevolezza dolorosa e la vocazione urgente: non è più possibile fare finta di niente e addentare allegramente animali morti ammazzati e vissuti di merda.
Pensavo sarebbe stata dura. Contrariamente a quanto i clichè sull'argomento lasciano pensare, continuo a mangiare come se non ci fosse un domani. Rispetto a vent'anni fa, del resto, è tutto più semplice: negozi biologici, menu vegan, discreta scelta nei supermercati. Fortunamente le persone stanno cambiando e al mercato tocca adeguarsi.
Per una buona parte della gente che conosco rimango eretica, viziata, strana, fanatica e rompicoglioni, non necessariamente nell'ordine. Non sono mancate discussioni logoranti e improduttive che mi hanno convinta a prendere le distanze da certa gente e a trovare posizioni più democratiche. Non ho mai posseduto il distacco necessario nel parlare delle cose che mi stanno a cuore, ma affronto posizioni impopolari da quando ho memoria e penso che anni di discussioni, frustrazioni e tempo perso mi abbiano aiutata a rivedere i miei asserragliamenti con un po' più di morbidezza.
Si dice che siamo una categoria di incazzati rompipalle e in parte probabilmente è così. Otterremo molto poco con le recriminazioni e gli insulti. Capisco però quanto l'indifferenza comune in faccia alla sofferenza altrui faccia bollire il sangue nelle vene. I cani in Cina e i bambini in Nepal sì, i maiali, ben più intelligenti dei cani e altrettanto fedeli e addomesticabili, no. Questione di cultura, mai che tocchi a noi sforzarci di capire quelle degli altri .
Detto ciò, ovvio che ognuno rimane libero di fare le sue scelte. Con certa gente è inutile parlare anche del tempo, ma con persone che considero intelligenti gli scambi di vedute sono importanti, perchè credo che il problema più grande della dieta onnivora sia la dinsinformazione. Chi berrebbe latte dopo aver visitato un allevamento intensivo e aver sentito le urla strazianti di una mucca a cui strappano il vitello? Chi resterebbe indifferente dopo aver visto tagliare denti e testicoli senza anestesia a maialini di pochi giorni? Forse tanti, ma non tutti. Intorno a noi è pieno di gente sensibile che non esiterebbe a fare questa scelta, se trovasse gli stimoli giusti.
Comunque la guardi, è una strada in salita: quando mangio fuori o vengo invitata a cena, quando digiuno per evitare lo stinco di miaiale, quando ci metto due ore a fare la spesa perchè passo al vaglio ogni ingrediente, quando vengo sfottuta da amici e meno amici, quando a loro tocca un pranzo coi fiocchi e a me servono pasta e insalata. 
Essere vegani e vegetariani serve agli animali, alla salute, al pianeta, al carattere e alla dialettica. Richiede energia con le parole e sacrificio col cibo, oltre che un'attitudine zen. Altrimenti è una condanna a vita. Ma io la vivo con gioia: l'amore che nutro per ogni forma di vita (eccetto quella umana, probabilmente) mi dà tutta la motivazione di cui ho bisogno.
Rimane una scelta estremamente personale, perciò se non vi va di mettervi su piazza mandate a stendere gli iscritti al club anche le piante sono essere viventi. Difficile che smettano di sfotterci e provocare, ma ricordate che gli onnivori, beati e forti di una scelta che non hanno fatto loro, non si disturbano a cercare argomentazioni convincenti, mentre chi sta dall'altra parte della barricata accumula una gran quantità di informazioni con cui prendersi la soddisfazione di mettere a tacere i demolitori di gonadi. Perciò fateli a pezzi. Credo sia importante imparare a riderci sopra, guadagnare il distacco necessario e non prenderla come un affronto personale, anche se le vite in gioco per noi sono importanti. Andiamo dritti per la nostra strada, sicuri delle nostre ragioni, felici di una salute migliore e di un'etica colma di soddisfazioni. Altrimenti diventa una guerra e ci viene l'ulcera (e ci diranno che la provoca la nostra dieta). 

Peace to the world,
S.


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