mercoledì 5 agosto 2015

Cronache del disimpegno: leggere l'inci dei cosmetici

Buonasera lettrici,
vi è mai capitato di chiedervi cosa vi spalmate sulla pellaccia, cosa vi strofinate sui denti, cosa vi incipriate sul faccione? Potreste scoprire che i prodotti che scegliete con cura e usate quotidianamente sono zeppi di veleni dannosi per voi e per l'ambiente, talvolta persino cancerogeni. Ultimamente si fa un gran parlare di INCI, vale a dire la lista degli ingredienti dei prodotti cosmetici: assicurarsi che sia buono significa sapere cosa rischiamo per la salute e per farlo bisogna imparare a leggere l'elenco. Vi lascio due dritte per scegliere correttamente i prodotti e buttarlo in culo alle aziende mariuole.


Tanto per cominciare, non lasciatevi rassicurare dalle apparenze: le erboristerie non sono una garanzia di prodotti naturali e le farmacie sono una vera truffa. E' più difficile che vi capiti in un negozio biologico o equosolidale, ma è sempre meglio varcare la soglia dei negozi più corazzate di un carro armato. 
La cosa migliore sarebbe controllare l'inci prima di acquistare i prodotti che già conosciamo e consumiamo o che troviamo in giro e ci tentano. Il modo più pratico, o voi schiave dello smartphone, è BIOTIFUL, applicazione che valuta la lista degli ingredienti leggendo il codice a barre. Oppure potete affidarvi al fornitissimo database del sito Saicosatispalmi.org, che valuta gli inci con una legenda molto semplice ed efficace e arricchisce con le opinioni delle utenti. Un altro sito molto utile è il Biodizionario, in particolare quando non trovate l'inci di qualche cosmetico e vi prendete la briga di controllare gli ingredienti uno per uno.. Li trovate in ordine alfabetico, sempre corredati di valutazione. 


In ogni caso, ricordare gli ingredienti dannosi più comuni è un'ottimo esercizio di memoria, anche se la terminologia latina e inglese complica le cose. Ma se ho imparato io, ragazze care, fatevi coraggio.. Le cose che un prodotto non dovrebbe mai contenere sono:
-Petrolatum, paraffinum liquidum e cera microcristallina, simpatiche sostanze ricavate dal petrolio
-Praticamente tutto quello che finisce in one, thicone oppure siloxane: sono siliconi
-Tutti i numeri dispari: nell'ottanta per cento dei caso sono sostanze da pallino rosso
-PEG, PPG, DEA, MEA, TEA, MIPA, tutte in maiuscolo
-La Triethanolamine 
-Il triclosan, DMDM hydantoin, Imidzolidinyl urea, Diazolidinyl urea, Formaldheyde, Methylchlorosothiazolinone, Methylsothiazolinone, Sodium Hydroxymethylglycinate (non sognatevi di impararli a memoria)
-Chlorexidine, Nonoxynol e Poloxamer
-C seguiti da un numero dispari, sono tutti sintetici, come pure la particella Iso
-Trimonium, Dimonium e non facciamoci mancare i glycol. 
La cosa più semplice è farsi un bel foglietto da infilare nel portafoglio e consultare al momento giusto, col tempo masticherete la maggiorparte dei termini. Ricordate che gli Inci sono compilati in maniera decrescente, quindi i primi ingredienti dell'elenco sono quelli che abbondano e poi a scendere. Preoccupatevi di più se vedete i mostri di cui sopra appena attaccate con la lettura..
Una cosa per semplificarvi la vita ve la possa dire: gli ingredienti di origine vegetale, che quindi non hanno subito trattamenti chimici, vengono indicati con il nome botanico latino, quelli di origine chimica con il nome scientifico inglese.  


Altre informazioni su come leggere le etichette dei prodotti: potete trovare conforto nelle certificazioni dei prodotti biologici, come il marchio Icea. Occhio, però, a non farvi fregare dalla sola dicitura "biologico", che ultimamente va di gran moda e che le peggio aziende cercano di utilizzare per farsi fighe sulla nostra pelle: il doposole Leocrema che ci dice "con olio di Argan Biologico" vanta un Inci da spavento, il fatto che il solo olio sia biologico non significa proprio nulla. Idem per quelle paroline a effetto contro cui la legge dovrebbe muovere le chiappe per falsa pubblicità: bio, naturale, vegetale. Non vuol dire nulla! Anche l'assenza di paraffina, parabeni, siliconi si può rivelare la solita paraculata delle aziende: se non ci sono queste sostanze, non significa che ce ne siano altre altrettanto dannose! "Non testato sugli animali" si riferisce al prodotto finito e la sperimentazione animale sul prodotto finito è proibita da una normativa europea; i prodotti che non sperimentano sugli animali i singoli ingredienti sono quelli davvero cruelty free, e purtroppo sono ancora pochi. E' importante, però, sforzarsi di evitare sofferenze inutili e crudeli a questi animali con le nostre scelte, anche perchè i risultati della sperimentazione sono totalmente inaffidabili. Una lista di prodotti sicuri certificati dalla Lav a questo indirizzo a questo indirizzo, una lista dei prodotti che praticano sperimentazione animale a questo.


E comunque, non datevi troppe ansie: la strada per un consumo consapevole è lunga, ma la si può percorrere a piccoli passi ed è costellata di grandi soddisfazioni. Ormai la questione interessa un numero sempre più grande di persone e al mercato è toccato adeguarsi, perciò trovare prodotti validi senza rimetterci il borsellino non è assolutamente un problema. Una grossa mano in questo senso ve la può dare Youtube e le recensioni di molte ragazze competenti e appassionate, in particolar modo Carlita Dolce. 

 

Sapere che potete decidere chi favorire sul mercato con i vostri soldi e che nessuno si può più permettere di venirvela a raccontare non vi dà un brivido di euforia? Il potere è nelle nostre mani, sorelle! Vi lascio ancora un video interessantissimo che spiega come nascono i cosmetici 
Con affetto,
S.

 

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