martedì 8 settembre 2015

Meglio un morto in casa.. Elogio e compianto dei pisani

Buon martedì cari,
contavo di farvi una recensione del concerto dello Stato Sociale a Fortissimo, ma il tempo ci ha giocato brutti scherzi e abbiamo rinunciato, seppur a malincuore. Per non farci spezzare il cuore dal meteo, abbiamo scelto un albergo last minute e in tre ore di treno eravamo a Pisa, che nessuno dei due aveva mai visto. Ne valeva la pena.


Dal momento che non è Roma o Firenze, la giri in una giornata. Il fulcro della visita culturale è stata Piazza dei Miracoli, dove abbiamo rinunciato a salire sulla torre pendente, tramortiti da diciotto euro di biglietto, ma non ci siamo fatti mancare le foto da turisti cretini. Il duomo resiste eroicamente aggratis e lo abbiamo curiosato per bene, anche se il ticket ci vuole perchè non la puoi visitare a che ora ti pare, pensa un po'. 
Le passeggiate più godute sono state quelle del centro storico, vivacissimo di gente e locali. C'è un po' di tutto, dal fast food vegano all'insalateria, ma si sa che il vanto toscano è la carnazza, perciò salumi e focacce toscane come se non ci fosse un domani. Una vegana a Pisa si difende con bruschette pomodoro e origano, pizza, insalate e meravigliosi panini vegetariani. Difficile invece trovare pasta cruelty fre, i sughi animali vanno per la maggiore, soprattutto il rinomato ragù di chinghiale. Sfiga vuole che il fast food vegano a due passi dall'hotel fosse chiuso per ferie, speriamo di tornarci!


Abbiamo trovato nel complesso prezzi ragionevoli, a parte un bar appena arrivati che ci ha stroncato per un acqua e un caffè.. Fortuna che non ci siamo fatti scoraggiare!
I pisani sembrano convivere piuttosto bene con l'orda di turisti perenne (a Finale Ligure ci lamentiamo per molto meno): sono accoglienti, alla mano ed espansivi. Pisa è una città gradevolissima, tranquilla e a misura d'uomo, mi ha fatto venire una gran voglia di viverci. Ci ho pensato durante una passeggiata lungo l'Arno alle otto di domenica mattina, tormentata dal mal di schiena: respiravo una voglia di partenze e cambiamenti che mi aveva abbandonata da un pezzo (per non parlare del basto che è stato arrampicarmi sul muretto per una foto). 


Rigenerati da un weekend di soddisfazioni e dal pernottamento in un confortevole hotel, abbiamo salutato Pisa con un passeggiata ai giardini Scotto, dove i guardiani ci guardavano circospetti giocare a Uno. I palazzi, le statue e le targhe storiche che fioccavano ovunque catturavano l'attenzione di una fanatica come la sottoscritta, che avrebbe fotografato tutto. La storia che si respira in questa città cresce spontanea come una pianta selvatica. 


Orbene, giovani: fatevi una bella visita! E se meditate di fare fagotto e cercare conviventi in città, ricordatevi che gli scrittori in erba mangiano poco e consumano ancora meno. Magari non pagano sempre, ci faremo venire un'idea.
Baci toscani!
S. 
(foto by Luca the fireman)

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