domenica 22 maggio 2016

Se c'è una cosa che è immorale è la banalità

Maggio è quasi finito, domani inizio un piccolo percorso che mi eccita, sono di buon umore e la voglia di vedere film e parlarne non si è (ancora) esaurita, quindi torno inaspettatamente, dopo così poco tempo, per rendervi partecipe di ciò che ho visto e pensato. Let's go.
Les amants du pont neuf: film di Leos Carax di cui ne ho sentito parlare solo che bene dalla mia collega, ma a me non ha fatto lo stesso effetto, sarà che sono poco romantica. Ammetto che molte scene sono bellissime, è sicuramente un film ben fatto, ma la storia mi ha lasciata un po' perplessa.



La sedia della felicità: ultimo film girato da Mazzacurati prima della sua morte, con Mastandrea, L' Aragonese e Battiston che si ribadiscono bravi attori. La crisi economica e personale dei protagonisti (ed un cinghiale) li spinge ad incontrarsi e a lottare per cercare felicità e un po' di stabilità.



Padroni di casa: film di Edoardo Gabriellini del 2012. Potevo non vedere un film in cui recitano Mastandrea e Germano? Un paio di belle intuizioni in questo film ci sono ( il rapporto tra un piccolo paesino e i "forestieri", la stanchezza di chi subisce una malattia) però il finale degenerativo mi ha lasciata un senso di angoscia profonda.


Call girl: film di Mikael Marcimain tratto da uno scandalo che vide coinvolto il mondo politico svedese negl' anni 70. Evidenzia l'ipocrisia e il marcio dei politici tra uccisioni per tenere a tacere il tutto, prostituzione anche minorile, leggi fatte ad personam, beh tutto quello che abbiamo visto anche in Italia. Ben girato e belli i costumi, però mi sorge una domanda: può un uomo essere a favore della parità dei sessi e poi andare a prostitute? Io credo di si.



Shaun of the dead: conosciuto in Italia con il pessimo titolo di "L' alba dei morti dementi" che non gli rende per niente giustizia, primo capitolo della trilogia del cornetto di Edgar Wright (questo l'ho scoperto dopo aver visto il terzo film Whord's end, forza così Nadia!). Quanto mi piace l' ironia degli inglesi, qui si ride e si sorride e allo stesso tempo ti sbattono in faccia una critica alla routine, alla vita trascinata che appartiene a molti di noi, che ci rende così simili agli zombie che alla fine non sono così cattivi, ma shhh.



Bella addormentata: film che avevo in lista da quando uscì al cinema, ero curiosa di vedere cosa potesse dire Marco Bellocchio riguardo la storia che più mi ha fatto vergognare della società democratica italiana. Beh, il tutto si rinchiude nella frase che Tognazzi dice in una scena: "Tu non puoi imporre agl' altri quello che pensi sia giusto, questa è violenza, è violenza pura!" come dargli torto. Film delicato, bello.



On the road: purtroppo era ovvio partire prevenuti dopo aver letto il libro, quindi non posso/ non ho potuto essere proprio obiettiva. Premesso questo, l'ho trovato scialbo e un poco offensivo nei confronti dei personaggi che non hanno alcun spessore, sembrano solo un branco di fighetti dediti alla droga e al sesso; la bellezza del far festa con la musica da "neri", i discorsi quasi deliranti ma da geni, la strada come scoperta ed evoluzione di sé non li ho trovati in questo film. E infine: perché Steve Buscemi?



Frank: film uscito due anni fa diretto da Lenny Abrahamson, in cui Fassbender recita quasi tutto il tempo con una testa di cartapesta. Scopro sia tratto da una storia vera (forse dovrei informarmi prima riguardo quello che andrò a vedere) e penso a quanto sia stata assurda la vita con una testa sulla testa. Bella regia, alcune scene assurde, belli i paesaggi, Maggie Gyllenhaal un misto tra inquetante e quasi materna, e Fassbender chetelodicoafare?


Inherent vice - Vizio di forma: film girato da Paul Thomas Anderson con un Joaquin Phoenix spettacolare. Fotografia, costumi e scenografie ti catapultano negl' anni 70' e sembra non siano mai passati. Forse mi sono distratta troppo, forse colpa dei troppi personaggi ma alla fine del film ho creduto fosse tutto una gigantesca allucinazione da droga. Ma va benissimo così.



The way, way back: vince il premio per i titoli di coda più lunghi della storia. In realtà mi aspettavo di meglio, film piacevole, ma una trama vista e rivista. Solo io non ho conosciuto nessuno che mi ha rivoluzionato la vita? E c' era bisogno di pompare in quel modo Steve Carell? Gli stronzi possono essere anche rachitici.



Hot Fuzz: Seconda puntata della trilogia del cornetto, a me è piaciuto più del primo capitolo, forse perchè conosco meglio l' ambiente dei polizieschi rispetto a quello degli zombie, quindi ho colto meglio l' ironia. Regia, fotografia, effetti speciali tutto fantastico, a tratti ci si dimentica sia un film ironico, davvero.



Scott Pilgram vs The World: vabbè ormai ero entrata nel tunnel di Edgar Wright e quindi ho visto anche questo film, tratto da una grafic novelle di cui non sono una lettrice per svogliatezza. L' ho trovato bellissimo visivamente, regia, effetti speciali, fotografia ti trascinano in un mondo pop anni '80, tra colori e videogiochi, tra combattimenti e sentimenti.



The Good Girl: film indipendente del 2002 diretto da Miguel Arteta con Jennifer Aniston, che se la cava bene in un ruolo drammatico, e Jake Gyllenhaal. La storia è tipicamente depressa come vuole lo statuto dei film indipendenti, ma non mi ha preso molto, forse ero distratta dai cornetti nel forno, ma ho trovato l' amante immaturo e viziato, lei una canna al vento ( e quando prende una decisione qualcuno muore), il marito l' unico personaggio naturale nei suoi difetti e l' amico una persona squallida. In sintesi personaggi un po' troppo stereotipati.

Orribilmente vostra.
N.

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