lunedì 27 giugno 2016

Summerteeth: pezzacci di inizio estate

Ciao lettrici e lettori,
è un po' che non mi dedico all'apparato bandistico musicale, ma è pure vero che ultimamente non scrivo un cazzo. Jedenfalls, ho riunito qualche canzone scoperta negli ultimi tempi che mi ha ridato gioia di vivere (ne ho sempre bisogno) e ve la propino con il suo video in allegato. Hab Spaß!

Express yourself- Diplo
Pezzaccio elettronico trovato per caso, come sempre succede, su un video de Lo Stato Sociale che insegnava a ballare da qualche parte a Bologna. E' anche il titolo di una vecchia canzone funky di Charles Wright, sensazionale pure quella, ma non abbastanza tamarra in cuffia. Mi caricava a mille nei giorni di Pasqua, mentre lavoravo come una pazza ed evitavo come birilli orde di austriaci in mountain bike.

 

Keep out of the mischief now- Tommy Dorsey 
Il mio scarsissimo repertorio jazz arriva perlopiù dai film di Woody Allen e questo non fa eccezione. Non sapendone nulla ed evitando Miles Davis come la peste, mi fido delle mie sensazioni animali e mi lascio illuminare dalla spensieratezza del cinema anni venti.


Baby's on fire- Die Antwoord
L'avevo completamente dimenticata, l'ho risentita grazie a un'amica che li sponsorizza a tutti. Il video è qualcosa di ipnotico e folle, non meno dei due olandesi albini che cantano in un inglese incomprensibile su basi elettroniche. Pezzaccio.

  
Spirits- The Strumbellas
Io e mio fratello viaggiamo su binari musicalmente inconciliabili, eccezion fatta per la felice parentesi dei Peggioklasse. Invece durante una clandestina ricerca sul pc ho trovato conforto in una canzone super mainstream che fa cantare l'anima tanto è torrenziale. E poi tutti abbiamo pistole in testa che non vogliono andarsene, no?




Skifterat- Bes Kalluku feat. Rati
E' passato qualche anno da quando l'ho ascoltata per la prima volta ma gli amici albanesi, una volta approdati al cuore, non se ne vanno più. Intendiamoci: è una cafonata clamorosa, ma fa sdraiare. I riferimenti alla nostra cultura si sprecano e non manca neppure Berlusconi che legge Dan Brown. Partiva sempre in comunità dopo pranzo e dava il via a una serie di danze tradizionali albanesi. Shqiptari my friends!


Postcard from Italy- Beirut
Sebbene sia molto recente, ho già dimenticato come ci sono arrivata, dato per me importantissimo che annoto in maniera maniacale. Peccato. Ho ascoltato altro del gruppo, ma niente suona nostalgico, trasognato e splendidamente ritmico come questo pezzo. Anche il video è una piccola perla di bizzarri e teneri ricordi di vacanze d'estate. 

  
La mer- Charles Trenet
Sentita nel geniale e godibilissimo film francese Dio esiste e vive a Bruxelles, è raffinata e amabile come qualsiasi cosa arrivi da un paese così splendido. Le parole danzano su un mare musicale struggente, la voce è tenera come baci buttati all'aria. E' quasi poesia.


Lost stars- Adam Levine
I Maroon Five non me li sono mai filati di pezza, al punto che ho faticato a riconoscere il cantante in Begin again: ero affascinata da Keira Knightley, che trovo magnetica dai tempi di Sognando Beckam. Nel film è una songwriter in erba abbandonata dal fidanzato che ha fatto fortuna e la colonna sonora è un gioiellino pop melodico. La canzone non è affatto male cantata da lei, ma è falsetto reinterpretato da lui mi alza i peli sulle braccia.


Mud up- Supercat
Pezzaccio dancehall scoperto nelle playlist che suonavano a casa della solita Vitto, un pozzo di musica cacara. Non ha bisogno di commenti: mi fa ballare come se uscissi da vent'anni di coprifuoco.  


Buddy- De La Soul
Il rap americano old skool di cui sono affamata dai Beastie Boys in poi e che non facile portare alla luce in mezzo a tutte le sciocchezze gangsta pompate al massimo dal mainstream. 

   
Keep on pushing- The Impressions 
Grazie all'ennesima enciclopedia del rock, ho passato l'inverno a sculettare sul soul americano anni sessanta tirando a lucido la cucina. Tutti gli esimi opinionisti di Youtube concordano con me sull'energia azzurra che infonde nelle ossa la canzone: difficile trovare aggettivi, ma semplicissimo innamorarsi. 

 
 La conga blicoti- Joséphine Baker
Credo di averla ascoltata in un delizioso film di Allen dove Owen Wilson se ne andava a spasso per gli anni venti con una tizia dell'epoca di cui era doverosamente innamorato e conosceva tutti i grandi personaggi americani dell'epoca. Pezzo curioso e demodè di una delle primissime star nere dello spettacolo, regala irragionevoli impeti di vita. 

 

Straight shooter- The Mamas & The Papas
Sembravano un gruppetto di bravi ragazzi, invece erano limpidi tossicomani e dedicavano questo insospettabile pezzo all'amica eroina. I testi in cui si parla di cose torbide celandole dietro a testi innocenti, dai Beatles a Neffa, mi recano sempre tanta simpatia.


Eu nasci no meio de um monte de gente- Selton
Band indipendente brasiliana trapiantata a Milano, chi mi conosce sa che queste commistioni culturali mi rendono frizzantina. Pezzo delicato e pieno di allegria che ricorda l'affollata infanzia sudamericana e ne celebra la nostalgia, cantato in due lingue.
 
 

Dread natty Congo- Sister Carol
Ho in programma di metterla come suoneria del telefono per fare girare tutto l'autobus di botto. La dancehall femminile ha una marcia in più, quella commistione di minchia oh e bacino isterico che mi scende a toccare le corde giuste. La confondo sempre con Sister Nancy e con tutto il retroterra di niggers sfrontate e incolte dai pugni in tasca. 


Sha la la la lee- The Small Faces
Ultimo pezzo del primo album di una delle band mod più fighe degli anni sessanta, a cinquant'anni di distanza non ha smarrito un'oncia di brio, brillantezza e ritmo. La voce roca di Steve Marriot conferisce una vena struggente e dolorosamente appassionata a un pezzo memorabile.


Colpa d'Alfredo- Vasco Rossi
Solo qualche giorno fa avrei messo Susanna, altro pezzo di una rockstar che amo molto poco, ma in grado letteralmente di ossessionarmi con i testi insoliti e una chitarra tutta grinta. Poi ho scoperto questa, nota al mondo intero, a cui arrivo molto tardi e forse in virtù di questo mi fonde il cervello. Distrugge e annienta con gioia violenta tutte le occasioni perse delle nostre serate con cinismo erotico e scanzonato.


Amami Alfredo- Maria Callas
Come qualcuno potrebbe sapere, amo particolarmente la musica classica, anche se mi mancano delle gran basi: neanche sapevo che questa faceva parte di un'opera di Verdi. Della Callas conoscevo anche Casta diva, come si può conoscere una melodia passata per anni tra radio e televisioni che misteriosamente un bel giorno esplode e ti rapisce del tutto. Mi fa vibrare come un violino scordato, sublime. 


Spero di avermi ispirato qualche ascolto, dopo questa insalata mista di musica che è durata settimane. Ovviamente non mi farete sapere, ma confido nella vostra scarsa sensibilità musicale. Addio!
S.


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