mercoledì 28 settembre 2016

Fenomenologia del mondo borghese: i finalesi e il reggae

Salve amici,
riemergo dalla nebbie di una stagione infernale per accogliere l'autunno con tutti gli onori e dedicare qualche riga al primo concerto reggae che il mio umile paesino abbia mai ospitato.
Gli Africa Unite a Finale: me l'avessero detto a vent'anni, non ci avrei creduto. Intendiamoci, non parliamo di gente che il reggae l'ha inventato in Giamaica cinquant'anni fa; cionondimeno, se di reggae ci siamo appassionati in Italia, è anche e soprattutto merito di questa band storica che non avevo ancora sentito suonare. Se non conoscete Finale Ligure, non so se potete cogliere lo sbigottimento e l'euforia che un evento di normalissima portata altrove possa avere in questo posto. Patti Smith suonava a Savona anni fa, ed era stato straordinario, ma prima e dopo la città di bei concerti e nomi altisonanti ne ha collezionati.
Il reggae a Finale è un concetto ignoto ai più, associabile a Bob Marley e a un mazzo di fattoni da cui tenersi lontani. Se l'orecchio pulsa nel modo giusto, per voi qui c'è davvero poco da fare.
Vedere amici savonese di tutt'altre scene è stato bello, un mescolarsi emozionante di alternativi e gente da discoteca: non amo ragionare per etichette, ma credetemi, le teste dei compaesani hanno la mente elastica come un plinto di cemento e una visione del mondo a cartolina. Immagino che i più si siano trascinati per noia e curiosità, tant'è che l'accoglienza  alla band non è stata molto calorosa.
Pazienza: il barista del localino fighetto in piazza che metteva Lee Perry e i Toots ha ridimensionato la delusione, così come vedere tutti ballare, sia pure come oranghi nella stagione dell'amore.
E' stato bellissimo riunire amici imperiesi, savonesi, fidanzati e amici nello stesso campo da calcio e correre da uno all'altro nel tentativo di passare la serata con tutti, finendo per perderli e ballare sotto casse da sola per buona parte del concerto. Dire che il ci sei, Finale? degli Africa suonava insolito è davvero poco.
In questi giorni nessun articolo, nessuna recensione, nessun accenno a quel piccolo miracolo. Spero sia l'inizio di idee solidali e rivoluzionarie come questa, anche se me ne sto andando e a Savona i concerti non mancheranno. Finale rimane il mio porto sicuro e la riabbraccerò come una sorella se la sentirò vibrare ai ritmi giusti.
Deeply gratefully, S.

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