domenica 5 febbraio 2017

A lovely way ay to spend the evening: Gomorra & Gilmore Girls

Buongiorno gente,
ho una ventina di minuti prima di portare il cane finalese, ospite d'eccezione, a spasso per ardite erte del savonese e volevo infilarci una recensione veloce sui personaggi di due serie concluse da poco, presi a cuore al punto di sognarli di notte.
Gomorra, seconda stagione


Avevo già scritto qualche riga a durante la prima; in effetti, non credevo, da ipersensibile quale sono, di poter apprezzare sangue, sparatorie, rapimenti e omicidi a sangue freddo, invece sono rimasta incollata allo schermo per due stagioni. Di primo acchito non me lo spiego, poi rifletto sul fatto che è un prodotto di pregio, non la solita americanata che vuole fare sensazionalismo. I dialoghi sono interessanti, scritti bene e il dialetto napoletano (nonostante la necessità di sottotitoli) aggiunge fascino ai personaggi. I silenzi! I silenzi sono magnifici, e dire che di solito mi rompo i coglioni: qui danno uno spessore ai personaggi e un pathos alla vicenda  che mi viene voglia di provarci pure a me per darmi un tono, nella speranza che la gente si caghi in mano. E, nonostante strati belli spessi di atteggiamenti razzisti, omofobi e sessisti, genuini prodotti campani e mafiosi, non perdo la testa. Probabilmente mi rendo conto che le vicende di Gomorra attingono a un contesto vero, reale dove il conformismo, il potere, i soldi, l’ignoranza, il consumo di massa, i pregiudizi hanno più presa di cultura, consapevolezza e parità di genere.

I personaggi femminili hanno spunti di qualche interesse, ma se positivi la loro autorevolezza dipende dai compagni (Donna Imma, Azzurra), oppure sono indipendenti ma stronze epocali (Scianel), se non proprio delle poveracce oppresse dagli uomini e perseguitate dalla vita (Deborah, Marinella, Nina). Ecco perché ho avuto un fremito quando sulla scena è arrivata Patrizia: libera da cazzate sentimentali, orfana e protettiva con fratelli e sorelle, si mette alle dipendenze di un sessista come Savastano e ingoia con rabbia bocconi amari. Il coraggio e la tenacia nel proteggerlo le permette di guadagnare la fiducia del boss. Il rapporto padre e figlia che nasce tra loro mi ha emozionata, finchè si è rivelato qualcosa di più banale, ma tifo sempre per lei. Mi sono goduta l’evoluzione di un personaggio complesso e interessante come Gennarino, da rampollo bambaccione a bastardone che fa uccidere il padre dall’assassino della madre mentre dà al primo figlio il suo nome (Salvatore Esposito è il sex symbol che dà ragione a tutti i ciccioni in circolazione). Anche Ciro di Marzio ha il suo innegabile fascino, con quel cinismo, quella perfidia e quel pelo sullo stomaco che lo rendono ostile a chiunque senza che a nessuno venga voglia di fargli sparare. Aspetto con ansia la terza stagione, come tutti. 


Gilmore Girls, A year in the life
Anche di questa serie avevo scritto tempo fa: con lei sono cresciuta e quei personaggi li sento come reali, tanto mi hanno appassionata le loro vicende. Come tutte le fans, aspettavo la ripresa della serie come una finale mondiale. Ho guardato diversi video di recensioni critiche e deluse: anch'io penso che lo sviluppo della storia potesse essere diverso, non solo un pretesto per ammassare tutti i personaggi in sei ore di visione. Qualcuno dei secondari meritava un'altra influenza nella vicenda, altri non hanno attraversato cambiamenti necessari a renderli più interessanti. 


Capisco anche la nostalgia per la Rory della prima ora e la sensazione che il personaggio sia stato snaturato, ma mi è piaciuto vederla cambiare, anche se con una punta di amarezza, dalla sedicenne che riusciva in ogni cosa in un'adulta di talento dentro un mercato del lavoro ingrato e difficile: tentare, fallire, cedere allo sconforto, provarle di nuovo tutte, adattarsi a quello che si riesce a fare l'ha resa più vicina a me, più autentica. Certo sono uno spreco le relazioni a tempo perso con questo Paul di cui non sappiamo nulla, a parte che è uno sfigato e ci si dimentica di lui, e con Logan, in procinto di sposarsi con un'altra, viscido e faccia fa schiaffi come sempre, che nulla dà e nulla aggiunge alla felicità di Rory.
E’ triste anche abituarsi alle facce invecchiate degli attori: nella prima puntata ho faticato a ritrovarmi nella serie che ricordavo, complice la scelta di vederla in lingua originale e rinunciare alle voci che mi erano familiari, anche se così era più facile pensare che potesse essere tutto vero. A ogni modo, l’affetto che mi legava ai personaggi mi ha riportata là dove li avevo lasciati. Rivedere facce e luoghi, rivivere momenti e rituali è stato emozionante: Stars Hollow, il locale di Luke, i lavori strambi di Kirk, le riunioni cittadine di Taylor, il cortile della Chilton, la casa di Lorelai e Rory. Probabilmente il tempo passato a sentirmi parte di quelle vicende mi basta, tanto che mi sono persa dei passaggi fondamentali che ho colto solo grazie alle recensioni su Youtube! L'amore sa inebetirmi.
Ho visto recensioni negative di ragazze molto in gamba che seguo per i libri o il femminismo, come Ilenia Zodiaco e Cimdrp, e recensioni entusiaste di youtuber che apprezzo meno, come Barbie Xanax, più sensibili al ritorno delle ragazze Gilmore che non alla qualità della stagione, proprio come me.  


Mi è piaciuta molto l'evoluzione del personaggio di Emily, aspetto su cui convengono tutti, che ricomincia una nuova vita dopo essersi rassegnata a perdere Richard, e Kirk, antisociale come sempre, con quella meravigliosa maiaialina. Devo invece riconoscere che Luke e Lorelai mi hanno annoiata, sempre fermi alla stessa vita di dieci anni prima, ma la crisi a cui il loro rapporto li mette di fronte, e Michel che lascia il Dragonfly, li spinge in qualche modo a rinnovarsi. Il viaggio selvaggio di Lorelai è stato abbastanza assurdo nell'economia della storia, come lo stupido musical di Stars Hollow, e il matrimonio che chiude il finale di stagione- e peraltro non vediamo- ha voluto accontentare un po’ tutti ma mi ha portata alle lacrime. Bellissimo il progetto del libro sulla vita delle protagoniste che simboleggia la chiusura di un cerchio, così come l'ultima battuta che chiude l'ultima puntata: BUM! Non lo sospettavo per niente, pare invece lo avessero annusato tutte: Rory incinta come la madre, solo sedici anni più tardi, come lei senza un compagno (del resto, Logan è un personaggio pessimo, meglio che sposi una ricca snob). 
Volevo fortissimamente che tra Jess e Rory succedesse qualcosa di più (stanotte li ho sognati, per farvi capire quanto lo volessi), ma il desiderio con cui la guarda fuori dalla finestra, e Petal che dorme con Paul Anka, sono le cose che più mi hanno emozionata. Se avrò anch’io un maiale, e potete giurare che ci lavorerò, la chiamerò così, per ricordare una stupida serie che mi fatto compagnia per così tanti anni. Spero che esisterà un’altra occasione per rivederli tutti quanti (kleenex, please!).

Al prossimo amore televisivo,
S. 

Nessun commento:

Posta un commento