domenica 13 agosto 2017

One shot review: rap- Una storia italiana

Anno: 2017
Paese: Italia
Autore: Paola Zukar
Genere: saggi, musica
Pagine: 288
Sinossi: l'autrice ripercorre il suo percorso di appassionata e professionista di musica rap e racconta gli ultimi dieci anni della scena italiana, guidati da Fibra, Marracash e gli altri dall'underground al mainstream.

Avrei dovuto dubitare già dalla quarta di copertina, invece ho deciso di comprarlo confidando in un'altra Storia ragionata dell'hip hop italiano.. Il problema di questo saggio è l'invasiva opinione dell'autrice. Sorvolando sull'uso di paroloni da saggio di attualità sociale confortate da una sintassi zoppicante, apprezzo e rispetto la lunga militanza e conoscenza della Zukar di questa scena, ma c'è un conflitto di interessi imbarazzante: è la produttrice di Fibra, Marracash, Clementino, rapper che hanno più a che fare con i soldi che con la genuinità del genere. Per tutta la narrazione tenterà di difendere la scelta commerciale di questi artisti, senza convincermi mai. Le hanno fatto fare un sacco di grano e mi aspetto eccome che li presenti come gli eroi del rap popolare, ma chi pensa che possa abboccare? Paragona Marracash, Noyz Narcos e Gué Pequeno a Bukowski o Henry Miller (??) e definisce Fibra un grande scrittore morale: forse bisognerebbe spiegarle che tutte le troie, le puttane e le ragazze facili che popolano i suoi testi non ne fanno un raffinato osservatore del nostro tempo. La chiama denuncia sociale, ma ha mai provato a sentire come la fa Caparezza, senza cadere in volgari e vigliacche accuse alle donne, alla comunità lgbt, alle persone sovrappeso? Del resto, da una che definisce il sessismo in questi testi allusioni sessuali e liquida tutto il discorso accusando un sedicente movimento femminista, cosa ti aspetti? E poi la chicca finale: il suo consiglio alle ragazze è fare le manager! Cioè, non è perchè tu hai così poca stima di te stessa e non hai provato a forzare i confini di una scena maschile e maschilista che bisogna andarti tutte dietro. Mc Nill a trent'anni di meno ti spacca il culo!

E qui vorrei scrivere un passaggio dedicato alle ragazze: fatevi avanti come manager se vi appassiona il campo musicale. Affiancateli con la vostra passione e cercate di farli crescere. Le ragazze hanno alcuni tratti caratteriali fondamentali per il management: la disposizione alla mediazione, la capacità di portare a casa un risultato anche quando le condizioni sono totalmente sfavorevoli, la capacità di provare un'empatia particolare verso il proprio team che va al di là della realizzazione egoistica e personale. Tutti questi punti dimostrano che le ragazze possono avere un ruolo centrale rispetto all'attitudine dei ragazzi che è spesso più individuale. Molti ragazzi sono disposti ad ascoltare ed eventualmente cambiare opinione se è il caso, se le ragazze dimostrano di avere in testa un quadro completo che mette in luce più angolazioni e soluzioni di fronte a un problema da risolvere assieme. Credo sinceramente che questo sia il miglior completamento per entrambi in un mondo che oggi fa davvero fatica a ricreare un equilibrio professionale tra uomini e donne. 

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