mercoledì 25 ottobre 2017

Stand strong, stand proud: nuovi consigli sulla scena femminile

Un etichetta del blog rimossa per sbaglio sa essere una vera disgrazia, soprattutto se contiene 20 post su cui hai speso ore per parlare di periodi post-rottura, scena musicale femminile, depilazione e make-up, il tuo personale percorso nel femminismo e altre cose che già non riesci a ricordare. E' stato seccante da morire. Tuttavia, ho cercato di interpretarla anche da un altro punto di vista: rivedere quegli stessi temi alla luce della persona che sono diventata e delle opinioni che mi sono fatta rispetto a qualche anno fa, quando ho scritto quei post. Ecco perchè torno e tornerò ancora a discorrere di cose già viste, in maniera inedita oppure no: mi serve per capire quanto sono cambiata rispetto a pose e posizioni che mi sono fatalmente care, quanta grazia mi abbia portato la maturità degli ultimi anni.
Consiglierò qualche artista della scene femminile e siccome il tempo non è trascorso invano, anche loro sono una ventata d'aria fresca.  

Big Thief
Grande amore dell'estate passata, scoperti grazie alla playlist di un'altra artista, Frankie Cosmos, che mi ha portato in dono una valanga di pezzacci. Il gruppo è interamente maschile eccetto la straordinaria cantante e chitarrista Adrienne Lenker, testa rasata e voce di velluto. La loro Paul tocca corde che non mi toccava nessuno da un po'. Capivo qualche parola ma non afferravo il senso del testo per intero e così fantasticavo su una tormentata storia: ci sono amore e tormento, ma anche battesimi di fellatio staccati in macchina. Chi è che saprebbe rendere un episodio simile tanto romantico? Masterpiece è il secondo brano che preferisco dell'album omonimo del 2016, ma non riesco a trovarne uno solo in tutta la tracklist che mi lasci indifferente. E la copertina è fantastica.
Pezzi consigliati
Paul
Masterpiece
Parallels
Real love
Off you
Animals 
 

Mc Nill
La citazione finale nel post sul saggio di Paola Zukar era per un astro nascente del rap italiano: Mc Nill, al secolo Giulia Galli, che ho conosciuto grazie a un video in collaborazione con Cmdrp sullì'identità di genere e mi ha trascinata nella cotta lesbica che mi colpisce a cadenza quinquennale. Rime affilate come un coltello da cucina e una sensibilità di cui sento particolarmente la mancanza nel panorama italiano, i suoi sentimenti rovesciati sulle basi come una carrettata di freschissime rose. Mi piace davvero la sua capacità di coniugare l'autoreferenzialità e la retorica tipica del rap e la capacità di raccontare le emozioni più profonde, soprattutto quelle che la colpiscono nel personale e negli affetti. E' appena uscito il suo primo album Femminill, disponibile su Spotify. Quando riuscirò a vederla live, le dichiarerò tutto il mio amore.
Pezzi consigliati
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Frankie Cosmos
Portata alla luce diversi anni fa grazie alle ragazze di Soft Revolution, ho ascoltato in loop l'album Zentropy decine di volte: etereo, strarilassante, mi alienava dal mondo per 18 preziosi minuti. Ultimamente ho ascoltato anche l'ep Fit me in e la nuova uscita Next thing e quella voce candida da post-adolescente mi ci ha fatta ricadere. I suoi pezzi hanno qualcosa per cui difficilmente so trovare aggettivi: la sua voce scivola come rollerblade da competizione su basi musicali scarne, dà voci a emozioni difficili con il più frivolo e delicato dei toni.
Pezzi consigliati
Tutto Zentropy
Young
Fool
Sand  

Missy Elliott
Sono grata alle rapper di tutto il mondo per riuscire a tenere testa e fare musica in un contesto chiuso, maschile e maschilista, in qualunque modo lo facciano. Detto questo, non posso che apprezzare alla follia quelle che riescono a farlo senza usare il corpo e porsi come un oggetto sessuale, come Mc Nill e Missy Elliott: nonostante la svolta super curata degli ultimi anni mi faccia storcere leggermente il naso, è  un grande riferimento per tutte quelle che non vogliono o non possono sculettare nell'obbiettivo di una cinepresa, a cui interessa farsi conoscere per quello che sanno fare. Grazie a mia sorella sono arrivata alla ganzissima Work it, il film Honey ha fatto il resto, con il cameo e un paio di pezzi in colonna sonora. Ultimamente ho riscoperto il potere catartico dei suoi brani più tamarri, niente mi fa dimenare così mentre lavo tutti i giorni montagne di piatti rimpiangendo una lavastoviglie. Peccato non escano nuovi album da più di dieci anni.
Pezzi consigliati
Work it
I'm really hot
Pass the dutch
Lose control
Hurt sumthin'
Back in the day

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