domenica 22 ottobre 2017

Amplificatore di energia contagiosa: Selton, Lo Stato Sociale, Tre Allegri Ragazzi Morti

Il pensiero dell'estate non mi abbandona considerate le temperature, così prima di lasciarla libera ai ricordi passati chiuderò in questo post i (pochi) concerti italiani che l'hanno animata.

Selton


Grazie alla complicità di un amico appassionato di musica indie, sono riuscito a trascinare con noi il mite Luca per fargli capire che la scena italiana sa intrattenere anche più allegramento di Giorgio Poi. Difatti i Selton sono piaciuti anche a lui: brasiliani e adorabili, suonano pezzi divertenti da ballare e da ascoltare, con una punta di samba nelle suole che è solo la loro. A digiuno di concerti da aprile a metà luglio, nell'opening della serata ho sfogato una voglia prepotente di stare in mezzo ai coetanei che solo la musica riesce a farmi tornare, e di ricambiare di cuore una simpatia irresistibile che dal palco si diffondeva. Ho conosciuto una canzone perfidamente ironica come Cuoricinici e ballato tutti i pezzacci dei loro dischi: Piccola sbronza, Qualcuno mi ascolta, Up to me, Voglia di infinito, Io voglio cambiare, Anima leggera. Grazie a questo concerto e a Spotify ho conosciuto tutte le altre e mi sono fatta trovare pronta alla nuova uscita Manifesto tropicale. Unici nel panorama indipendente italiano, ascoltateli.


Lo Stato Sociale


I più attesi della serata, aspettavo di rivederli da tre anni ma mi hanno divertita meno dei precedenti: avevo già male alle gambe, una giornata di lavoro sulle spalle e un'aspettativa troppo alta. Avevo voglia di sentire pezzi che adoro e che non hanno suonato: Piccoli incendiari non crescono, Quello che le donne non dicono, Senza macchine che vadano a fuoco, Ladri  di cuori col bruco. Quello che apprezzo tantissimo di questo gruppo, oltre all'intelligenza combinata a una demenzialità che mi fa piegare, è l'impegno politico. Si fa presto a rispondere che sta solo nelle canzoni: sfido a trovare un altro gruppo della stessa scena che fa altrettanto. Sentirli salutare gli amici del centro sociale Pinelli, ricordare Carlo Giuliani e la resistenza in un lungo intermezzo che ha scoglionato diversi spettatori è stato emozionante (e ha confermato a Luca che non era del tutto tempo buttato via). Qualcuno riempa altre piazze con gli stessi testi, se ci riesce.




Il nuovo album non mi ha convinta e suonarlo dal vivo non mi ha fatto cambiare idea (i pezzi romantici in testa,) anche se ormai cantano tutti e si sono ripresi il centro dell'attenzione che è sempre stato di Lodo. Ciononostante, sono riusciti a farmi stare allegra e scatenata per tutto il tempo.
Il finale è stato all'altezza del solito finale allo Stato Sociale che aspetti impaziente: Cromosomi, palloni giganti sulla folla e un'esplosione di coriandoli su strofe ripetute all'infinito.


Tre Allegri Ragazzi Morti


Un mese dopo, nella location tutta particolare dei giardini di plastica a Genova che ancora non conoscevo. E' un peccato che un posto simile non sia sfruttato per farci un sacco di cose interessanti e venga lasciato all'abbandono più completo dopo l'estate. Ero in compagnia di Francesco, l'unica spalla tra le mie conoscenze per questi concerti, che in quei giardini ha trovato l'amore. Era passata una vita dall'ultima volta con i TARM, quasi sette anni: credo davvero di essere cresciuta nel frattempo e che non abbiano più molto in comune con quello che cerco nelle canzoni. Sempre coinvolgenti sul palco,  ma nei testi non trovo più niente che parli di me e di quello che sto vivendo. E poi mettiamoci anche che non accetto che gente che vedi e ascolti da anni possa invecchiare. Se non fosse stato per la compagnia, parecchia noia. L'unica emozione che mi ha scossa è La tatuata bella cantata in finale con il pubblico in acustico, che solo da qualche anno è diventato un pezzo che mi fa impazzire canticchiare sotto la doccia o sottovoce all'indirizzo dei nuovi datori di lavoro.




L'autunno porterà artisti molto interessanti da queste parti: Gazzelle, Coez e Giorgio Poi, tutti al Crazy Bull di Sampierdarena che si candida come nuovo polo per la scena indie italiana. Carivoi, speriamo proprio!
S.

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