giovedì 30 novembre 2017

One shot review: diario partigiano

Anno: 1956
Paese: Italia
Autore: Ada Gobetti
Genere: storico, biografico
Pagine: 442
Sinossi: la resistenza italiana dalla nascita del settembre '43 al trionfo dell'aprile '45, vissuta e narrata in prima persona dalla vedova di un'antifascista e madre di un giovane partigiano, che assieme a lui partecipa alla lotta.

Antifascismo e un personaggio femminile forte, questo libro mi è diventato subito caro. Scritto in un linguaggio molto semplice (tempestato di note buffe che spiegano termini di uso comune), potrebbe metterci qualcosa a buttare i lettori in prima linea, ma una volta conquistato il loro interesse è difficile rinunciare. Ho seguito con il fiato sospeso le avventure di Ada e degli amici partigiani, i rischi incredibili che correvano, le imprese in montagna e le speranze di mettere le basi per un paese migliore. Il coraggio dell’autrice è notevole, quasi commovente, come il suo altruismo; tuttavia, è soprattutto l’ottimismo, lo spirito allegro e battagliero dei personaggi di queste pagine a sorprendere. Conducevano vite difficili organizzando l’impossibile con pochi mezzi, eppure vivevano con forza e (più o meno consapevole) incoscienza, affrontando le perdite dei compagni con serenità, fiduciosi nell’avvenire che stavano costruendo. Mi ha profondamente emozionata: Ada Gobetti si è conquistata un posto tra i miei modelli di riferimento.

Non c'era in questi pensieri nessun sorriso d'umana consolazione: eran come l'arido scoglio inospitale a cui il naufrago disperatamente s'aggrappa benché le asperità lo feriscano e non consentan riposo. Non volevo, non potevo naufragare; e riuscii, pur nell'angoscia, a ricondurmi a un certo doloroso equilibrio.

Nessun commento:

Posta un commento