mercoledì 17 gennaio 2018

One shot review: cambiamento di prospettiva- Virginia Woolf

Anno: 1982
Paese: Inghilterra
Autore: Virginia Woolf
Genere: epistolare
Pagine: 762
Sinossi: sette anni, dal 1923 al 1929, di lettere scritte dall'autrice agli amici e alla famiglia: la vita con Leonard, il lavoro alla Hogarth Press, le letture, i viaggi, i pettegolezzi, i sentimenti.

Ho provato diverse volte a leggere i suoi romanzi, ma li trovo difficili, ridondanti, faticosi. Nonostante la scrittura della Woolf non cambi in questa raccolta epistolare, l'ho apprezzata in tutti i viaggi pindarici della sua mente frenetica. Virginia rende minuziosamente l'immagine di una vita impegnatissima e di una compagnia di amicizie incessante e deliziosa, con descrizione scarmigliate e confusionarie che mettono allegria. Nei suoi racconti non mancano mai richieste di romanzi, saggi e articoli con cui tormentare i corrispondenti, montagne di libri da recensire che la stressano enormemente, le case che abitano e dove traslocano, la tenerezza di un rapporto con il marito che è tutto lavoro, nient'altro che lavoro e conversazioni sulla letteratura, fino alla prossima fuga fuori città.
La scrittura è ricca, originale, spesso delirante e adorabilmente pazza, tempestata di parentesi furiose e osservazioni stravaganti. Ci sono miriadi di storie e opere e personaggia a cui appassionarsi e il ritratto che emerge da queste pagine è quella di una quarantenne pragmatica e sentimentale, tormentata dalla scrittura e profondamente grata alla sua vocazione, legatissima agli amici e alla famiglia che distrugge a ogni lettera. Insieme, incredibilmente acida e terribilmente affettuosa.
Ci sono espressioni geniali che vorrete portare sempre con voi (siamo in ballo in questo momento, gli operai sputano e bestemmiano in ogni stanza), descrizioni di episodi esilaranti e un mare di buffe sciocchezze annotate da Virginia e smentite dalle note: pubblicheremo presto il tuo saggio! Nota 4: la Hogart Press non pubblicò mai niente di Tizio. Come si fa a non amarla?
Che altro aggiungere, se non che mi ha tenuto compagnia come poche altre letture degli ultimi tempi?
Controindicazioni: potreste avvertire l'irresistibile desiderio di scrivere mail furiose e scellerate, colme di aggettivi fuori posto, agli amici lontani che vi prenderanno per scemi.

Ogni strada di Bloomsbury adesso mi sembra segnata dalle mie sofferenze, ma ero qualcosa di più che un po' matta. Ma non continuo, altrimenti finirei con lo scriverti davvero una lettera intima e ti piacerei meno, molto meno, ancora meno di adesso.

Nessun commento:

Posta un commento